Atalanta, Sarri non ci sta: la sconfitta arriva nel finale ad Amsterdam
Il tecnico nerazzurro salva la prestazione contro l’Ajax, ma individua nell’azione del raddoppio l’errore decisivo e chiede maggiore continuità durante le partite.
La sconfitta per 2-0 contro l’Ajax è maturata soltanto negli ultimi minuti, quando l’Atalanta sembrava ancora in grado di portare a casa almeno un punto. Maurizio Sarri ha difeso la prova della squadra, sottolineando la qualità dell’avversario e il contributo dei numerosi tifosi nerazzurri presenti in trasferta.
Il risultato lascia rabbia e delusione, ma non secondo il tecnico al punto da compromettere il percorso della squadra. L’allenatore ha infatti invitato il gruppo a concentrarsi sui progressi mostrati e sulla necessità di trovare maggiore continuità all’interno delle singole gare.
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Sarri vede più luci che ombre
A margine della sfida, Sarri ha descritto una partita intensa e fisicamente impegnativa. L’Atalanta ha sofferto in alcuni momenti del primo tempo, mentre nella ripresa è riuscita più volte a sfruttare situazioni di superiorità numerica, senza però trasformare in gol alcune occasioni favorevoli.
“Fino a cinque minuti dalla fine l’ultima cosa che pensavo era di perdere, anzi non mi stava bene neanche il pareggio”, ha spiegato il tecnico. Secondo Sarri, la squadra è rimasta ordinata e ha mostrato ritmo contro un avversario di buon livello, anche se deve ancora correggere diversi aspetti per esprimere pienamente il proprio potenziale.
Un errore ha deciso la gara
Il punto più delicato dell’analisi riguarda l’azione che ha permesso all’Ajax di sbloccare o indirizzare definitivamente la sfida. Sarri ha riconosciuto una responsabilità collettiva nella gestione di Obric, lasciato senza adeguata protezione davanti ad Arokodare, giocatore più strutturato per peso e altezza.
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“Obric non doveva rimanere senza copertura contro un avversario come Arokodare, al quale concede chili e centimetri”, ha osservato l’allenatore. Sarri ha poi ricordato che l’Atalanta era priva di quattro difensori, precisando però di non voler usare le assenze come giustificazione: chi è sceso in campo, a suo giudizio, ha dato il proprio contributo.
Rabbia sì, sconforto no
Per l’allenatore serve ora una reazione equilibrata. La squadra avrebbe bisogno di un risultato positivo, ma la battuta d’arresto di Amsterdam non deve cancellare i segnali incoraggianti emersi durante la partita.
“Dobbiamo essere dispiaciuti e non abbattuti”, ha aggiunto Sarri, chiedendo ai suoi di trasformare la delusione in consapevolezza. Il tecnico considera più numerosi gli elementi positivi rispetto a quelli negativi e punta a una squadra capace di mantenere lo stesso livello di rendimento per tutta la durata degli incontri.
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