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Sport 3 min di lettura24 min fa

Atalanta, Sarri cerca risposte ad Amsterdam: il vero ostacolo è la continuità

Dopo il successo sul Pafos, i nerazzurri affrontano l’Ajax con una rosa rimaneggiata e un rendimento ancora troppo discontinuo

L’Atalanta arriva ad Amsterdam con l’obiettivo di dare seguito al successo ottenuto giovedì contro il Pafos, ma il momento resta delicato. La squadra di Maurizio Sarri ha già incassato quattro sconfitte in campionato, l’ultima contro il Milan, e deve fare i conti con numerose assenze proprio alla vigilia della sfida con l’Ajax.

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Sarri chiede continuità alla squadra

Il tecnico nerazzurro individua nella regolarità il principale limite della sua formazione, sia durante i novanta minuti sia nel passaggio da una gara all’altra. «Il problema è la continuità all’interno della partita e tra una partita e l’altra», ha spiegato Sarri, sottolineando come l’Atalanta riesca a produrre anche 30-40 minuti di alto livello, alternandoli però a fasi segnate da errori e difficoltà.

La lista degli indisponibili comprende Hien, Kessie, Kolasinac, Kossounou, Pompei, Raspadori, Scalvini e Sulemana. Per completare il gruppo sono stati convocati anche Sonzogni, Isoa, alla prima chiamata, Idele, già utilizzato sette giorni fa, Levak e Bonanomi. In difesa potrebbe trovare spazio in panchina Obric, classe 2006, impiegato per quasi tutta la partita contro il Milan.


Difesa da reinventare ad Amsterdam

Sarri valuta anche l’impiego di Zappacosta in una posizione più arretrata, soluzione resa necessaria dall’emergenza nel reparto. L’allenatore ha ricordato che l’esperienza non può colmare del tutto la mancanza di struttura fisica al centro della difesa, ma ha evidenziato la duttilità dell’esterno e la sua conoscenza dei movimenti richiesti.

Secondo il tecnico, comunque, il calendario internazionale espone problemi simili tutte le squadre impegnate nelle coppe e alle prese con le convocazioni nelle nazionali. L’Ajax, rispetto ai bergamaschi, ha però già disputato sei partite in più, comprese le gare di qualificazione: il bilancio degli olandesi è di due sconfitte, contro il PSV in campionato e l’Hajduk al primo turno.

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Il precedente non basta a decidere

La sfida richiama il doppio confronto di sei anni fa in Champions League. Di quella stagione sono ancora legati all’Ajax Blind, attualmente infortunato, e il capitano Klaassen; nell’Atalanta sono rimasti Sportiello e Pasalic. Il nuovo appuntamento alla Johan Cruijff Arena, fissato il 22 ottobre, arriva però in un contesto molto diverso rispetto al 6 dicembre 2020, quando Muriel firmò il gol decisivo.

Sarri ha respinto l’idea che la gara possa essere considerata una finale anticipata. Per l’allenatore, prima di parlare di traguardi di questo tipo bisogna conquistare gli ottavi o almeno i playoff, mentre per evitare lo spareggio potrebbero servire 13 o 14 punti. Il nome dell’Ajax, ha aggiunto, porta con sé storia e prestigio, ma l’obiettivo immediato è superare nel modo migliore un ciclo composto da sei partite.


Nessun paragone con Spalletti

Il tecnico ha anche liquidato il confronto tra la propria posizione e quella vissuta da Luciano Spalletti alla Juventus. Sarri ha ricordato l’esempio di Jurgen Klopp, arrivato ottavo nella sua prima stagione prima di vincere tutto, per ribadire che l’avvio di un nuovo percorso può essere complicato.

Quanto alla possibilità di essere sotto esame, Sarri ha scelto una risposta prudente: «Io a rischio? Si può domandare al direttore sportivo...». Intanto l’Atalanta cerca ad Amsterdam una prestazione più stabile, dopo un avvio di stagione segnato da un solo pareggio in dieci incontri, ottenuto nei playoff contro l’Hapoel Tel Aviv.

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