Sport 1 min di lettura2 ore fa

Arbitri aggrediti, Malagò rompe il silenzio: «È una priorità

Dopo gli episodi registrati in Campania, Calabria e Sicilia, il presidente Figc chiede una risposta comune per proteggere chi garantisce il rispetto delle regole.

La questione non riguarda soltanto le decisioni prese durante una partita: per Giovanni Malagò sono in gioco la dignità delle persone e il valore del ruolo svolto da ogni componente della comunità sportiva. Il presidente Figc ha così preso posizione sugli episodi di violenza che hanno coinvolto gli arbitri nel fine settimana.


La tutela diventa una priorità

«La tutela di chi scende in campo per garantire il rispetto delle regole deve rappresentare una priorità di sistema», ha affermato Malagò. Il dirigente ha riconosciuto l’esistenza di diverse difficoltà nel movimento sportivo, ma ha indicato nella sicurezza degli arbitri un punto che non può essere rinviato.

Secondo Malagò, aggressioni e intimidazioni non possono essere considerate un problema circoscritto all’attività arbitrale. La protezione di chi dirige le gare riguarda infatti il rispetto delle persone e della funzione che ricoprono all’interno dello sport.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Il richiamo dopo gli episodi

Il presidente Figc ha spiegato di non voler restare in silenzio davanti a quanto accaduto nelle ultime giornate. I casi segnalati hanno interessato tre regioni: Campania, Calabria e Sicilia.

A margine della riunione della Giunta del Coni, Malagò ha ribadito che «la violenza e ogni forma di intimidazione nei confronti degli arbitri sono incompatibili con i valori dello sport e con l’idea stessa di calcio che vogliamo costruire». La dichiarazione è arrivata nel giorno dell’incontro dell’organismo del Coni, sullo sfondo delle tensioni emerse sui campi nel weekend.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere

L'informazione che ti premia — +10 Redoo a ogni articolo letto.