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Sport 2 min di lettura30 set

Abodi blinda Mancini e frena il caso Figc: cosa succede ora

Il ministro separa il futuro del commissario tecnico dalla vicenda Malagò e definisce la prova contro la Turchia un possibile nuovo inizio per gli azzurri.

L’Italia può considerare la vittoria contro la Turchia un segnale da cui ripartire, senza però trasformarla nella certezza di una svolta definitiva. Andrea Abodi invita a valutare il percorso nel tempo: secondo il ministro, la squadra ha ritrovato qualità e consapevolezza che sembravano perdute.


Gli azzurri hanno ritrovato fiducia

Dopo il 4-1 in Nations League, Abodi ha descritto una Nazionale energica, rapida e compatta, capace di seguire le indicazioni del commissario tecnico. La prestazione di Bursa, a suo giudizio, ha restituito entusiasmo e ha permesso di mettere alle spalle delusioni e immagini negative degli ultimi anni.

Il ministro ha comunque mantenuto un approccio prudente: fare progressi non significa vincere ogni partita, perché il risultato dipende anche dal valore degli avversari. La squadra, però, appare concentrata sugli obiettivi e sul lavoro quotidiano. «Abbiamo dimostrato di essere capaci», ha osservato Abodi, sottolineando che anche il talento ritenuto smarrito è ancora presente.


Il Coni decide senza pressioni

Sul possibile commissariamento della Figc, Abodi ha respinto l’idea di una manovra dettata da ragioni personali o politiche. La valutazione, ha spiegato, spetta agli organi del Coni e trasformarla in uno scontro politico finirebbe per sminuire l’autonomia dell’istituzione.

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Il ministro ha ricordato che sulla questione si pronunceranno prima la Giunta e poi il Consiglio nazionale. La pluralità dei pareri, a suo avviso, rappresenta una garanzia; per questo chi ha il compito di vigilare sul Coni deve evitare interferenze e lasciare agli organismi sportivi lo spazio necessario per operare.


Mancini resta separato dalla vicenda

Abodi ha inoltre escluso un collegamento tra la posizione del commissario tecnico e il caso che riguarda il presidente federale Giovanni Malagò. La permanenza di Mancini, secondo il ministro, non dipende dall’esito delle valutazioni che il Coni affronterà nei prossimi giorni.

Il responsabile dello Sport ha difeso il lavoro svolto dal tecnico e ha sostenuto che calciatori, allenatore e staff non stanno subendo condizionamenti dalla situazione istituzionale. «Mancini può e deve lavorare con tranquillità», ha dichiarato a margine della quinta edizione di Sky Up The Edit, progetto di Sky rivolto alle scuole, ribadendo la fiducia nel percorso della Nazionale.

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