Zendaya, il passato torna in campo: amore e rivalità in Challengers
Rai2 propone in seconda serata il film di Luca Guadagnino, con Zendaya al centro di una sfida sentimentale e sportiva tra due vecchi amici
Il campo da tennis diventa il luogo in cui riemergono desideri, rancori e rapporti mai davvero chiusi. È questo il cuore di “Challengers”, il film diretto da Luca Guadagnino con Zendaya, in programma stasera alle 23.35 su Rai2.
L’attrice interpreta Tashi Duncan, ex promessa del tennis trasformata in allenatrice. La sua vita accanto ad Art, campione affermato ma reduce da una serie di sconfitte, viene rimessa in discussione quando l’uomo si trova di fronte Patrick, un tempo suo migliore amico e anche ex compagno di Tashi.
Un triangolo oltre la partita
La sfida sportiva non è che la superficie di una storia costruita su attrazione, ambizione e controllo. Tashi pretende la perfezione da sé e dagli altri, mentre il ritorno di Patrick riporta alla luce un legame del passato che sembrava ormai archiviato.
Per Zendaya, il film sfugge alle classificazioni tradizionali. «Ci sono momenti divertenti ma non è una commedia, c’è tensione ma non è un film drammatico, c’è il tennis, naturalmente, ma non è un film sullo sport», aveva spiegato l’attrice, sottolineando che proprio questa impossibilità di inserirlo in un genere preciso l’aveva conquistata.
Il controllo come prigione
Guadagnino usa il mondo dello sport per raccontare personaggi costretti a dominare il proprio corpo, le emozioni e le persone che hanno accanto. Il regista ha individuato in questa disciplina una forma di pressione continua, capace di trasformare il desiderio di successo in una gabbia.
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«Mi interessava raccontare soprattutto il senso di oppressione e repressione di questi personaggi, compressi in una gabbia di controllo di sé o di controllo sugli altri», ha spiegato il regista. Nel film, il fascino dei protagonisti convive così con una tensione costante, mentre anche il sesso entra nel racconto in una fase storica in cui, secondo Zendaya, parlarne può generare timore.
Zendaya e la sfida del tennis
Per prepararsi al ruolo, l’attrice ha dovuto affrontare una disciplina che non conosceva. Non partiva infatti da una reale esperienza sui campi e ha scelto di trasformare i movimenti richiesti in una sequenza da apprendere con il ritmo della danza.
«Ho pensato che avrei dovuto approcciare il tennis come fosse una coreografia», ha raccontato Zendaya. Il lavoro si è concentrato soprattutto sul gioco di gambe, sui piccoli saltelli tra un colpo e l’altro e sulla logica degli scambi; le azioni più complesse sono state completate dalla sua controfigura.
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