YouNuts!, 40 vite ferme in autostrada: la serie nata dal caos
Antonio Usbergo e Niccolò Celaia raccontano Ingorgo, il progetto corale in arrivo su Prime Video dopo quindici anni tra musica, spot e cinema
Quaranta personaggi, una coda interminabile e appena 16 notti per trasformare un tratto della Fiera di Roma in un’autostrada bloccata. È la sfida affrontata da Antonio Usbergo e Niccolò Celaia per Ingorgo, serie comica disponibile dal 2 ottobre su Prime Video, costruita come una successione di sketch destinati a intrecciarsi nello stesso traffico.
Una maratona tra auto e pioggia
Il progetto nasce da un format spagnolo, ma la versione italiana è stata modificata per renderla più vicina al pubblico e agli interpreti del nostro Paese. Daniela Delle Foglie ha curato l’adattamento, mentre i due registi hanno lavorato soprattutto sui dialoghi: la struttura conserva circa l’80% dell’originale, con cambiamenti più marcati per i personaggi affidati a Mario Ermito e Ilenia Pastorelli.
La lavorazione ha richiesto un’organizzazione insolita. Quasi tutti gli attori, con l’eccezione di Ermito e Pastorelli, erano presenti soltanto per una giornata: ciascuno doveva arrivare, girare la propria parte e lasciare il set. La scenografia realizzata alla Fiera di Roma, a Fiumicino, riproduceva la carreggiata e ha permesso di alternare le riprese negli abitacoli a inquadrature più ampie. L’ingorgo, nella storia, sembra protrarsi per sei o sette ore; dietro le quinte, invece, il lavoro si è concentrato in 16 giorni e 16 notti, tra freddo e pioggia. «È stato veramente una cosa inusuale, ma molto stimolante», ha raccontato Niccolò Celaia parlando del set.
Da autodidatti a registi affermati
Usbergo e Celaia sono romani, entrambi del 1986, e non arrivano da scuole di cinema. Quindici anni fa hanno formato YouNuts!, partendo dal lavoro di videomaker e dalla passione condivisa per la musica. Il nome è nato dall’assonanza con “Donuts” e dall’espressione inglese “Are you nuts?”, scelta per evocare quei soggetti eccentrici che amavano immaginare.
La loro palestra è stata soprattutto il videoclip. All’inizio hanno lavorato con artisti rap come Salmo e Colle der Fomento, poi Jovanotti ha rappresentato il passaggio verso il pop e ha contribuito a metterli in contatto con altri nomi importanti. Nel tempo hanno realizzato oltre 150 video per artisti come Marco Mengoni, Giorgia, Gianna Nannini, Elisa, Tommaso Paradiso e Ultimo. La collaborazione con Jovanotti, spiegano, ha lasciato loro ampia libertà creativa, mentre Ultimo li ha colpiti per il percorso compiuto successivamente.
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Il metodo nato dalla gavetta
Spot e videoclip li hanno costretti a occuparsi di ogni aspetto della produzione, dalla scenografia ai costumi fino alla selezione degli interpreti. Secondo Usbergo, questa esperienza ha insegnato alla coppia a comprendere le esigenze dei diversi reparti e a trovare soluzioni anche quando le risorse sono limitate. Celaia considera quella formazione una vera palestra: lavorare con budget contenuti li ha abituati a ottenere molto da mezzi ridotti.
Il rapporto tra i due registi si basa sulla divisione dei compiti e su una sensibilità comune. Celaia segue più da vicino la macchina da presa, mentre Usbergo tende a dedicarsi agli attori; dopo sei anni di convivenza, oggi mantengono anche spazi personali distinti. La collaborazione, però, resta solida: «Abbiamo lo stesso gusto», ha spiegato Celaia, sottolineando l’alchimia costruita nel tempo.
Tra videoclip estremi e cinema
Il duo ha firmato cinque film, tra cui Sotto il sole di Riccione ed Elf me, ma conserva un legame forte con la musica. Il videoclip di Non avere paura di Tommaso Paradiso ha portato anche un riconoscimento, vissuto più come soddisfazione personale che come svolta professionale: per loro, infatti, i premi nel settore sono pochi e il videoclip continua a essere considerato meno centrale rispetto al cinema, nonostante coinvolga spesso le stesse maestranze.
Tra le produzioni più impegnative ricordano Montecristo di Jovanotti, girato in Veneto d’inverno con il vento e temperature difficili, oltre a un lavoro recente per The Kolors realizzato in tempi strettissimi. Particolarmente movimentato è stato anche il trailer di Cult, progetto di Salmo e Noyz con Dario Argento: le riprese, ambientate in una villa antica nella zona sud di Roma, avevano un’impronta horror e hanno incluso un incidente reale. Salmo si è infatti ferito a una mano, facendo intervenire un’ambulanza, dopo una giornata in cui il sangue scenico aveva lasciato spazio a quello vero.
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