Stevie Wonder e la casa contesa: l’ex rischia lo sfratto dopo decenni
Carmen Efferson abiterebbe dal 1988 in un immobile del cantante senza pagare un canone: la disputa è arrivata davanti a un giudice tra accuse e richieste di risarcimento.
Una sistemazione iniziata alla fine degli anni Ottanta e proseguita per quasi quattro decenni è ora al centro di una causa. Stevie Wonder vuole infatti allontanare Carmen Efferson da una casa di sua proprietà, sostenendo che la donna vi abiti dal 1988 senza versare alcun affitto e che l’accordo originario sia ormai concluso.
Il cantante ha chiesto al tribunale di disporre lo sfratto. Nella stessa richiesta rientrerebbero anche il pagamento dei danni che ritiene di aver subito e il rimborso delle spese legali, mentre la ricostruzione dei documenti lascia emergere un rapporto diventato sempre più conflittuale.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Un accordo senza scadenza né canone
Stando agli atti giudiziari, Efferson avrebbe ottenuto l’uso dell’abitazione nel luglio 1988 attraverso un’intesa soltanto verbale. Non ci sarebbe stato un contratto scritto, né una data stabilita per la fine della permanenza: il corrispettivo indicato sarebbe stato pari a zero dollari.
La donna avrebbe così continuato a vivere nell’immobile per anni senza pagamenti periodici. Wonder sostiene però che quella concessione non sia più valida e che la sua interruzione sia diventata necessaria anche per ragioni legate alla tutela della proprietà.
L’ispezione che ha fatto saltare l’intesa
Il contrasto sarebbe esploso quando i rappresentanti del musicista hanno tentato di entrare nell’abitazione per permettere un controllo richiesto dalla compagnia assicurativa. Secondo la versione sostenuta nella causa, Efferson avrebbe negato l’accesso agli incaricati, impedendo lo svolgimento della verifica.
I legali di Wonder ritengono che il mancato controllo potesse creare problemi alla copertura assicurativa dell’immobile. A luglio sarebbe quindi stata inviata alla donna una comunicazione ufficiale con la revoca del permesso di rimanere nella casa e l’indicazione del 27 agosto come termine ultimo per lasciarla.
Quella scadenza, sempre secondo la parte rappresentata dal cantante, non sarebbe stata rispettata. Efferson sarebbe rimasta nella proprietà e questa circostanza avrebbe spinto Wonder a rivolgersi al giudice per ottenere l’allontanamento formale.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Scambio acceso tra la donna e gli avvocati
La disputa avrebbe assunto toni molto duri anche nelle comunicazioni tra Efferson e lo studio incaricato di assistere il musicista. Nei messaggi allegati alla documentazione processuale, la donna avrebbe contestato il comportamento di uno degli avvocati e gli avrebbe chiesto di non cercarla più.
In una delle comunicazioni, Efferson avrebbe parlato del «privilegio razziale freddo e spietato dell’uomo bianco», usando anche espressioni volgari. Il contenuto delle email mostra, secondo la ricostruzione processuale, quanto il rapporto tra le parti sia ormai lontano dall’intesa che avrebbe consentito alla donna di trasferirsi nell’immobile.
Il legame risalente agli anni Ottanta
A rendere la vicenda ancora più delicata c’è il presunto passato sentimentale tra Wonder ed Efferson. I due avrebbero avuto una relazione alla fine degli anni Ottanta e, secondo quanto riportato negli atti, sarebbero stati anche ufficialmente fidanzati.
Il periodo della presunta relazione coinciderebbe con l’ingresso della donna nella casa di Los Angeles. Non sono però noti i dettagli degli accordi privati tra i due né il modo in cui il loro rapporto si sia trasformato nel corso degli anni.
Nel frattempo, la vita privata del cantante ha seguito un percorso diverso: Stevie Wonder è sposato dal 2017 con Tomeeka Robyn Bracy, la sua terza moglie. La causa sull’immobile dovrà ora stabilire se la permanenza di Efferson possa proseguire oppure se debba cessare, come richiesto dal musicista.
Continua a leggere
Lupin 4, il colpo più difficile: Assane rischia la propria identità
La quarta stagione arriva su Netflix il 23 ottobre e mette il protagonista davanti a una situazione mai affrontata prima: diventare la vittima del proprio inganno.
Dopo lo spazzaneve, Jeremy Renner cambia tutto: «Prima mia figlia»
A Alice nella città l’attore ha raccontato il cambiamento seguito all’incidente e il nuovo significato dato alla famiglia, alla guarigione e al ruolo di eroe.
Timi interpreta Gino Cecchettin: la forza di dire «Insegnami»
Nel film di Paola Randi l’attore affronta il dolore della famiglia Cecchettin e riflette su patriarcato, responsabilità maschile e dialogo tra genitori e figli.
Amy Winehouse, il palco prepara una nuova sfida: arriva il musical
Il progetto per il West End è ancora agli inizi, ma i provini sarebbero già partiti con il coinvolgimento di Catherine Schreiber e Mitch Winehouse.