Penélope Cruz e la crisi della casa: perché ha scelto di esporsi
A Londra, durante la presentazione del suo nuovo film, l’attrice ha difeso i manifestanti spagnoli e il diritto di chi rischia di perdere la propria abitazione.
La crisi abitativa spagnola arriva anche sul tappeto rosso del Festival di Londra. Penélope Cruz, 52 anni, ha usato la presentazione di La bola negra per esprimere solidarietà alle persone scese in piazza contro sfratti e difficoltà di accesso alla casa.
L’attrice ha riconosciuto il proprio privilegio, ma ha respinto l’idea che la notorietà debba impedire a chi la possiede di intervenire nel dibattito pubblico. Al centro delle proteste ci sono soprattutto i giovani e le persone più fragili, mentre il caso di Maricarmen, anziana sfrattata e poi scomparsa, è diventato un simbolo della mobilitazione.
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Il privilegio non ferma la denuncia
Durante l’incontro londinese, Cruz ha ricordato il coraggio dei ragazzi che manifestano non soltanto per la propria situazione, ma anche per quella di familiari, donne e cittadini esposti all’emergenza abitativa. Le iniziative hanno coinvolto Madrid e altre città del Paese, con una partecipazione partita anche dalla Puerta del Sol.
Rispondendo alle critiche rivolte ai personaggi famosi che prendono parte alle proteste, l’attrice ha chiarito la propria posizione: «Siamo consapevoli di rispondere da una posizione privilegiata, ma è proprio per questo che non si può restare in silenzio». Per Cruz, il benessere personale non cancella la responsabilità di segnalare condizioni che considera intollerabili.
Le storie viste durante un film
La sua sensibilità sul tema nasce anche da un’esperienza vissuta sul set di Tutto in un giorno, pellicola del 2022 diretta da Juan Diego Botto. In quell’occasione l’attrice aveva incontrato persone alle prese con procedure di sfratto e ascoltato vicende che, a suo dire, hanno lasciato un segno profondo.
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Tra i ricordi più dolorosi ci sono quelli di famiglie costrette a lasciare la propria abitazione con bambini molto piccoli e di una madre che doveva affrontare contemporaneamente la perdita della casa e la malattia oncologica del figlio. «Quel film ci ha segnato molto», ha raccontato Cruz, spiegando che quelle testimonianze l’hanno spinta a interrogarsi sulla sofferenza e sulla resistenza necessaria per sopportarla.
Il messaggio alle piazze spagnole
La presa di posizione è arrivata mentre in Spagna cresce l’attenzione sulle persone che rischiano di rimanere senza abitazione. Cruz ha quindi legato il lancio del film alla realtà sociale del suo Paese, sostenendo le richieste di chi chiede misure capaci di tutelare il diritto all’abitare.
La conclusione del suo intervento è stata netta: «Non si può permettere che qualcuno si ritrovi per strada in queste condizioni». Con queste parole, l’attrice ha ribadito che la fama, invece di diventare una ragione per sottrarsi alle questioni collettive, può essere utilizzata per dare visibilità a chi protesta.
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