Npo rinuncia a Eurovision 2027 per il caso Israele
L’emittente olandese interrompe i preparativi: la gara si terrà a Burgas dall’11 al 15 maggio 2027
I Paesi Bassi hanno rinunciato all’Eurovision Song Contest 2027. La decisione è stata presa dall’emittente pubblica Npo dopo le consultazioni sul coinvolgimento di Israele.
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La reazione dell’organizzazione
Martin Green, direttore dell’Eurovision Song Contest, ha accolto la notizia con rammarico, pur dicendosi rispettoso della scelta olandese. L’Unione Europea di Radiodiffusione ha ricordato il contributo dei Paesi Bassi, presenti tra i fondatori della manifestazione nel 1956.
«Siamo profondamente dispiaciuti che Npo non parteciperà all’Eurovision 2027. Comprendiamo la loro decisione», ha dichiarato Green. Secondo il direttore, il concorso può ancora offrire uno spazio comune attraverso la musica, nonostante le divisioni, e una nuova partecipazione olandese sarà benvenuta quando emittente, componenti dell’organizzazione e pubblico lo riterranno opportuno.
I precedenti e la trasmissione
Il ritiro olandese si aggiunge a quello annunciato dall’Irlanda a settembre. Anche Dublino aveva scelto di non prendere parte alla competizione in opposizione alla presenza di Israele.
Nei Paesi Bassi la manifestazione non scomparirà comunque dai palinsesti: Nos continuerà a trasmettere l’evento con il commento in lingua olandese. Nell’edizione precedente, le contestazioni avevano già portato alla rinuncia di cinque Paesi, tra cui Spagna, Irlanda, Islanda e Slovenia, oltre agli stessi Paesi Bassi.
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Il passo indietro di Npo
Npo ha fermato i preparativi e cancellato la partecipazione alla 71esima edizione, prevista all’Arena di Burgas, in Bulgaria, dall’11 al 15 maggio 2027. L’annuncio è arrivato dopo una prima comunicazione di agosto, quando l’emittente aveva cercato una soluzione per mantenere il Paese in gara.
Quel tentativo era nato dopo che Avrotros aveva reso noto l’intento di disertare l’evento per il secondo anno consecutivo. Npo ha inoltre escluso l’ipotesi di imporre la partecipazione a Ntr, l’emittente che secondo il proprio statuto può intervenire per coprire eventuali vuoti nella programmazione.
Le ragioni della rinuncia
Jet de Ranitz, presidente del consiglio di amministrazione di Npo, ha spiegato che i primi segnali lasciavano intravedere un possibile sostegno al ritorno in gara, ma non è stato individuato un modello praticabile. «In questo momento è troppo presto per partecipare all’Eurovision 2027. Considerata la delicatezza delle questioni in gioco, abbiamo scelto di fare un passo indietro», ha detto.
A pesare è stata soprattutto la forte contrapposizione suscitata dalla partecipazione israeliana, tanto nella società quanto tra emittenti e dipendenti. Jurre Bosman, direttore dei media di Npo, ha chiarito che l’organizzazione intende mandare un artista soltanto quando potrà contare sull’appoggio pieno di almeno una delle emittenti coinvolte. Secondo Npo, forzare Ntr ad assumersi l’incarico sarebbe stato irresponsabile di fronte a reazioni tanto divergenti.
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