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Spettacolo 1 min di lettura5 giorni fa

Nessun dolore: perché il film di Amelio va letto come una fiaba urbana

Gianni Amelio firma un racconto che non punta al realismo e mette al centro Davide, interpretato da Alessandro Borghi, con Valeria Golino e Valerio Mastandrea nel cast.

Se ci si avvicina a Nessun dolore aspettandosi una cronaca fedele del quotidiano, il rischio è di fraintenderlo subito. Il nuovo lavoro di Gianni Amelio chiede infatti di essere guardato come un racconto immaginifico, non come un’opera costruita per imitare la realtà o per presentarsi come testimonianza diretta.

È un film che sembra muoversi su un altro piano, più vicino alla fiaba urbana che al dramma realistico. Dentro questo orizzonte si colloca Davide, il personaggio interpretato da Alessandro Borghi, al centro di una storia che preferisce la suggestione alla verifica dei dettagli di cronaca.


Un racconto che non chiede cronaca

La chiave di lettura, prima di tutto, è questa: Nessun dolore non va scambiato per uno di quei film che cercano legittimazione nel richiamo a fatti accaduti davvero. Amelio, al contrario, costruisce una dimensione sospesa, in cui l’aderenza al vero lascia spazio a una visione più libera e simbolica.

Per questo la reazione dello spettatore può cambiare molto a seconda dell’aspettativa iniziale. Chi pretende un realismo rigido rischia di irrigidirsi davanti alle scelte narrative del regista; chi accetta il gioco della finzione, invece, può entrare meglio nel clima del film.

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Davide al centro della scena

Il fulcro resta la casa di Davide, che nel film si ritrova attraversata da presenze inattese, fino a essere invasa da decine di immigrati che non parlano italiano. È un elemento che rompe l’equilibrio domestico e spinge la storia in una direzione volutamente straniante.

A sostenere questo impianto ci sono anche Valeria Golino e Valerio Mastandrea, presenti nel cast del film. Il loro inserimento contribuisce a dare corpo a un mondo narrativo che Amelio tratta come una fiaba metropolitana, più interessata all’atmosfera e al senso complessivo che alla riproduzione letterale del reale.

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