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Spettacolo 1 min di lettura1 ora fa

Soldini contro i copioni automatici: «L’IA non ha creatività

Sceneggiatori, registi e produttori valutano vantaggi e rischi degli strumenti generativi, tra aiuto nelle ricerche e timori per il futuro degli autori.

Il timore di Silvio Soldini riguarda soprattutto la progressiva delega alle macchine: «Lentamente stiamo consegnando a quella roba lì tutto il nostro sapere». Il regista avverte che, una volta abituati a demandare i compiti all’intelligenza artificiale, potremmo finire per affidarle anche la capacità di realizzarli.


Soldini vede un rischio crescente

Secondo Soldini, il problema non si limita alla possibilità che un programma scriva una sceneggiatura. A preoccuparlo è il trasferimento graduale delle competenze umane a strumenti che rendono più facile impartire un comando invece di svolgere direttamente un lavoro.

Il regista teme infatti che la comodità possa trasformarsi in dipendenza. La sua posizione si inserisce nel confronto tra professionisti del cinema che guardano con prudenza alla prospettiva di film costruiti attraverso sistemi privi, a loro giudizio, di una vera capacità creativa.


Dalla ricerca alla scrittura

Nel lavoro quotidiano, queste tecnologie possono già occuparsi di attività pratiche: aiutano a raccogliere informazioni, traducono i copioni, individuano errori e propongono possibili soluzioni. Sono funzioni considerate utili soprattutto nelle fasi preliminari o di revisione dei testi.

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Allo stesso tempo, sceneggiatori, registi e produttori discutono dei loro limiti. Gli strumenti possono produrre risposte inesatte o prive di senso e, per questo, non vengono percepiti come sostituti affidabili dell’autore.


Il cinema difende l’autore

Il confronto nasce dal rapido ingresso dell’intelligenza artificiale negli spazi dedicati alla scrittura cinematografica. La tecnologia è già presente accanto agli sceneggiatori, ma il suo possibile impiego nella creazione integrale di un film continua a suscitare resistenze.

La questione resta quindi aperta tra opportunità operative e difesa della creatività. Da una parte ci sono strumenti capaci di velocizzare alcune incombenze; dall’altra, il timore che l’uso esteso dell’IA porti a consegnarle sapere, decisioni e capacità che finora appartenevano agli autori.

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