Merluzzo, mille vite tra voci, ring e teatro: la sfida continua
Dal format Cotto e frullato ai palcoscenici, passando per doppiaggio, wrestling e drag queen: a quarant’anni Maurizio Merluzzo continua a scegliere strade sempre nuove.
Nel suo format Scuola di voce, Maurizio Merluzzo invita soprattutto persone che segue e apprezza, dagli artisti musicali agli interpreti cinematografici. La curiosità personale è il criterio decisivo: per costruire una conversazione, spiega, deve esserci un interesse autentico verso l’ospite e il suo percorso.
Il progetto nasce dalla stessa spinta che ha accompagnato molte delle sue esperienze: non assecondare automaticamente ogni proposta, ma dedicarsi a ciò che sente davvero vicino. La sua attività online gli ha permesso di sperimentare anche il linguaggio dell’intervista, accanto al lavoro nel doppiaggio e davanti alla macchina da presa.
Cotto e frullato resta il punto di partenza
Molto di quel Maurizio Merluzzo apparso nei video di Cotto e frullato è ancora presente nell’uomo e nel professionista di oggi. Il format, nato con una buona dose di ironia e di esperimenti alimentari, rappresentò infatti il momento in cui decise di esporsi per la prima volta in modo diretto davanti a una videocamera.
Il programma non è rimasto un episodio isolato. Nel 2015 Merluzzo e i suoi soci hanno fondato The Best Blend, trasformando l’intuizione iniziale in una società strutturata. Quello che era cominciato in cucina, con strumenti essenziali e molto entusiasmo, è diventato un’attività sostenuta da una squadra di sedici collaboratori. Restano, naturalmente, anche gli effetti collaterali di quelle prove: lui scherza sul reflusso e sull’acidità, ma considera quei video il vero inizio della fase più importante della sua carriera.
Un nerd cresciuto tra mille personaggi
La passione per la cultura pop è arrivata molto prima dei social. Da bambino riconosceva le voci dei cartoni e cercava di capire chi fosse l’interprete dietro ogni personaggio. Quando gli domandavano quale lavoro avrebbe voluto fare, rispondeva: «Da grande voglio fare la voce dei cartoni animati». Il teatro e la recitazione hanno poi ampliato quel sogno, portandolo verso un’attività che comprende animazione, film e serie televisive.
Merluzzo si descrive ancora oggi come «doppiatore e nerd da tutta la vita», una definizione che usa spesso anche nei suoi video. Il suo interesse comprende fumetti, cinema e wrestling, ambiti un tempo associati soprattutto al pubblico più giovane e oggi seguiti anche da molti adulti.
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Le maschere cambiano, la ricerca continua
Nel corso degli anni l’interprete ha dato voce a numerosi personaggi, ma ha anche portato il proprio corpo sul ring nei panni di Capitan Fintus. Ha inoltre affrontato l’esperienza della drag queen, aggiungendo un’altra identità a un percorso già difficile da racchiudere in una sola etichetta.
Secondo Merluzzo, ogni ruolo produce un effetto diverso. Nel doppiaggio si crea uno scambio con il personaggio, perché l’attore ne assorbe alcuni tratti e vi inserisce qualcosa di personale. Nel wrestling, invece, porta in scena se stesso in forma esasperata, accentuando movimenti, fisicità ed espressività. Le identità possono essere numerose, ma la vera abilità consiste nel saperle interpretare.
Dal web ai teatri senza fermarsi
A quarant’anni Merluzzo continua a cercare esperienze nuove perché avverte il bisogno di sfruttare pienamente il tempo a disposizione. Racconta di vivere con la consapevolezza che l’esistenza sia una sola e di voler concentrare in essa quante più esperienze possibili. In passato ha persino tentato di portare avanti percorsi diversi contemporaneamente, finendo però per pagare quella scelta con una certa ansia.
Il criterio, chiarisce, non è la semplice disponibilità di tempo. Nel corso degli anni ha rifiutato proposte che non riconosceva come proprie, mentre ogni attività oggi visibile al pubblico è nata da un desiderio personale. Anche il passaggio dal web al teatro segue questa logica: dopo il doppiaggio e il wrestling, ha ideato lo spettacolo E se facessi Uno Spettacolo!? e in seguito ha portato quell’esperienza in tournée con E se facessi un tour!?
L’allenamento da doppiatore, intanto, continua a convivere con il gioco. Agli inizi immaginava le conversazioni di coppie o gruppi incontrati per strada, usando quelle scene per esercitarsi con il labiale. Oggi ripropone talvolta l’idea agli amici e ai nipotini, con l’obiettivo di farli ridere. È un’altra traccia di quel ragazzo curioso che ha trasformato la passione per i personaggi in un percorso professionale molto più ampio.
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