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Spettacolo 1 min di lettura1 ora fa

Mariotti dirige Falstaff e approda alla Rai di Torino

Il direttore guiderà l’Orchestra sinfonica nazionale della Rai per tre anni e racconta il suo rapporto con l’opera

Michele Mariotti dirige Falstaff all’Opera di Roma fino al 1 novembre e avvia a Torino il mandato triennale come direttore principale dell’Orchestra sinfonica nazionale della Rai.

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Gli impegni tra Roma e Torino

Il maestro è impegnato nella produzione romana dell’opera di Giuseppe Verdi, in programma fino a domenica 1 novembre. Parallelamente, a Torino comincia il suo percorso alla guida dell’orchestra della Rai.

L’incarico durerà tre anni e affiancherà l’attività di Mariotti nel repertorio lirico. I due appuntamenti segnano così l’avvio di una nuova fase professionale tra il teatro d’opera e la musica sinfonica.


Un rapporto nato con il tempo

Mariotti ha raccontato che, durante la giovinezza, il suo interesse principale era il basket. L’opera arrivò in seguito e riuscì a conquistarlo attraverso un’esperienza vissuta con il coinvolgimento di chi scopre qualcosa dopo una delusione sentimentale: «Da giovane per me c’era solo il basket, l’opera mi conquistò da innamorato deluso».

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Il suo avvicinamento al teatro musicale non viene quindi presentato come un’eredità automatica, ma come una passione maturata progressivamente. È da questo legame personale che nasce il suo modo di parlare della musica classica.


La musica oltre il museo

Per Mariotti la tradizione non appartiene a un ambiente immobile o separato dal pubblico. «La classica non è un museo. Venite dietro le quinte, dove sudiamo e litighiamo», ha detto, invitando a conoscere anche il lavoro e le tensioni che accompagnano la preparazione degli spettacoli.

Il direttore porta così l’attenzione sul lato concreto della professione: prove, discussioni e fatica fanno parte della costruzione di un’esecuzione. Il messaggio accompagna sia l’esperienza con Falstaff a Roma sia l’inizio dell’incarico torinese.

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