120notizie oggi Scopri i vantaggi
Spettacolo 4 min di lettura37 min fa

Lundini, doppio ruolo e appendicite: la sfida di Cambogia

Il comico romano arriva alla Festa di Roma con il suo primo film da regista, una commedia criminale in cui interpreta sia l’attore sia il malvivente della storia.

Valerio Lundini è arrivato alla presentazione di Cambogia dopo un imprevisto tutt’altro che cinematografico: a pochi giorni dalla Festa di Roma ha dovuto sottoporsi a un intervento per rimuovere l’appendice. L’operazione, eseguita in laparoscopia, è andata bene e non ha impedito il debutto del suo primo film da regista.

Il produttore Sydney Sibilia gli aveva persino suggerito di rimandare l’intervento, preoccupato per la prima del film. Lundini ha raccontato l’episodio con la consueta ironia: «Sicuramente avrebbe facilitato l’arrivo alla prima, perché non avrei avuto i punti, però magari tra un mese stavo in peritonite».

Offerta del giorno22 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 70 giorni
********


Due personaggi dentro la stessa storia

Presentato nella sezione Freestyle, Cambogia è prodotto da Groenlandia insieme a Rai Cinema e sarà distribuito nelle sale dal 18 marzo da 01. Nel cast figurano Benedetta Porcaroli, Gabriel Montesi, Giorgio Montanini, Andrea Di Maria e Sonia Bergamasco.

Lundini veste i panni di due figure molto diverse. Da una parte c’è Valerio De Nicolais, interprete di una serie poliziesca che finisce coinvolto nella violenza rappresentata sullo schermo; dall’altra compare Tramezzino, un criminale che prende il suo posto nella vita reale. Il film sfrutta così lo scarto tra fiction e quotidianità: le armi iniziano a sparare davvero e i delinquenti si trovano a fare i conti con i vantaggi inattesi della notorietà.

L’idea è nata dopo che due progetti più complessi erano stati accantonati. Uno prevedeva un film costruito dentro un altro film, mentre il secondo immaginava l’esistenza di due universi paralleli. Con Matteo Tiberia, Lundini ha scelto di semplificare quelle intuizioni, mantenendo però il gioco tra piani narrativi differenti.


Un titolo romano per il caos

Il nome Cambogia richiama, nelle intenzioni dell’autore, il titolo di una serie criminale italiana. Lundini lo ha scelto anche per un secondo motivo: a Roma la parola viene usata per indicare una situazione confusa, un gran disordine. Il riferimento geografico, invece, non coincide con il luogo in cui si svolge la vicenda.

Tra le fonti d’ispirazione ci sono Suburra, Gomorra e alcune serie spagnole. Lundini ha osservato soprattutto il modo in cui queste storie dosano la violenza e i rapporti familiari, spesso con reazioni sproporzionate rispetto agli eventi. Nel suo film, ha spiegato, i padri non muoiono: semplicemente non ci sono.

Il meccanismo della trama è stato elaborato con grande attenzione durante la scrittura. Molti dettagli sono stati giustificati dagli autori, anche se Lundini riconosce che una parte di quelle spiegazioni probabilmente non sarà necessaria per il pubblico. Proprio la natura del dispositivo narrativo, inoltre, renderebbe difficile pensare a un seguito.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


La paura di non essere all’altezza

Lundini ha aspettato prima di cimentarsi con il cinema perché considera il grande schermo un terreno più difficile rispetto alla televisione e agli spettacoli comici. A suo giudizio, nel cinema italiano esistono opere che apprezza davvero e confrontarsi con quelle gli faceva temere di non essere all’altezza.

La sceneggiatura non era stata scritta necessariamente per lui. L’autore ha detto di aver immaginato che i due ruoli potessero essere affidati anche a un altro interprete, scherzando sulla propria salute non sempre impeccabile. Alla fine ha deciso di assumersi entrambe le parti, ma il personaggio di Tramezzino gli ha creato qualche problema, soprattutto per la difficoltà di rendere credibile la sua parlata.

Gabriel Montesi, che nel film interpreta a sua volta due ruoli, era secondo Lundini particolarmente adatto al progetto. L’attore riesce infatti a passare da un carattere animalesco e ingenuo a una figura elegante e controllata.


Un film breve, senza rinunciare alla trama

Il regista si dice soddisfatto dell’esperienza sul set e del risultato complessivo. La durata è uno degli aspetti che considera più riusciti: il film resta sotto le due ore e mezza, elemento che Lundini ritiene possa avvicinarlo a un pubblico più ampio.

Nel montaggio sono state eliminate alcune gag che funzionavano sul piano comico, ma che avrebbero richiesto il sacrificio di passaggi essenziali per comprendere la storia. L’obiettivo è stato quindi trovare un equilibrio tra chiarezza, risate e ritmo, senza trasformare Cambogia in un’opera troppo lunga.

Il confronto con il cinema, per Lundini, impone regole diverse da quelle di uno sketch. Nel formato breve può trovare spazio anche un finale assurdo o lasciato in sospeso; in un film, invece, gli elementi devono ricomporsi e sostenere l’intera narrazione. È questa la sfida con cui il comico romano affronta il suo esordio alla regia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere