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Spettacolo 3 min di lettura3 ore fa

James Blunt, Airplane Mode nasce lontano dalle radio

Il nuovo album uscirà il 6 novembre; il cantautore sarà in tour a Milano e Firenze nel febbraio 2027

Il 6 novembre James Blunt pubblicherà Airplane Mode, il suo nuovo album. Il cantautore britannico lo presenterà anche in Italia con due concerti fissati per febbraio 2027.

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Il messaggio sulle guerre

Nel corso dell’intervista, Blunt ha parlato anche dei conflitti che attraversano il mondo. A suo giudizio, l’umanità sta vivendo una fase dolorosa, nella quale le divisioni finiscono per prevalere sulle somiglianze tra le persone.

«Ci troviamo in un momento molto triste dell’esistenza umana, in cui vediamo differenze quando in realtà dovremmo solo evidenziare le somiglianze», ha detto il cantautore.


I brani più vicini all’artista

Blunt non ha indicato una traccia preferita: considera tutte le canzoni parte della propria storia. Tra i pezzi citati c’è Circles, legato alle influenze musicali che lo hanno formato e a un tema nel quale, secondo lui, molti ascoltatori possono riconoscersi.

Time to Time affronta invece dolore, desiderio e solitudine con un tono diretto. Modern Love racconta la sensazione di diventare invisibili nella routine quotidiana, tra lavoro e incombenze, fino a sentirsi come un semplice ingranaggio di un meccanismo più grande.


Il ritorno in concerto

Dopo l’uscita del disco, il cantautore tornerà a esibirsi nel nostro Paese. Il primo appuntamento italiano sarà sabato 27 febbraio 2027 all’Unipol Forum di Milano; il giorno successivo, domenica 28 febbraio, Blunt salirà sul palco del Nelson Mandela Forum di Firenze.

L’artista ha spiegato di vivere con particolare entusiasmo i concerti italiani. Ha descritto il pubblico britannico come più composto e quello italiano come molto coinvolto, capace di cantare i brani per intero e di partecipare alla performance con grande energia.


Il rapporto con l’Italia

Il legame con il Paese è iniziato già ai tempi di High. Mentre all’estero la canzone incontrava qualche difficoltà, in Italia era diventata rapidamente una hit, anche grazie alla presenza in uno spot pubblicitario.

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Da allora Blunt ha ricevuto numerosi inviti a esibirsi in Italia. Ha elogiato le città, la cucina, la posizione geografica e l’accoglienza del pubblico, aggiungendo che, se non abitasse a Ibiza, prenderebbe in considerazione l’idea di trasferirsi nel nostro Paese.


Un disco scritto senza pressioni

Per realizzare Airplane Mode, Blunt ha lavorato lontano dal consueto studio londinese. Ha organizzato uno spazio per registrare nella propria camera da letto a Verbier, in Svizzera, e un altro in una stanza libera della casa di Ibiza, dove trascorre sei mesi all’anno; gli altri sei li passa in Svizzera.

Questa scelta gli ha permesso di affrontare la scrittura con un atteggiamento più spontaneo. Invece di vivere la musica come un mestiere, ha cercato un approccio simile a quello di un adolescente, portando nei testi la propria vita e le esperienze personali.


La libertà dopo il successo

Blunt ha raccontato di aver composto il primo album, Back to Bedlam, quando era ancora un giovane uomo con un sogno. Il successo mondiale di quel lavoro fu seguito da un periodo più difficile, raccontato anche attraverso All the Lost Souls, e dal successivo ingresso nei meccanismi dell’industria musicale.

Per anni, ha spiegato, la scrittura è stata condizionata dalle esigenze del pubblico, delle case discografiche e delle radio. Dopo la pubblicazione del Greatest Hits, progetto che secondo l’artista viene di solito associato alla conclusione della carriera, si è sentito più libero di ignorare le logiche commerciali.

Airplane Mode nasce così da un confronto più personale e presenta un tono introspettivo e cupo. Blunt ha scelto di mettere nei brani anche pensieri fragili e aspetti di sé che normalmente preferirebbe non mostrare, motivo per cui considera questo album particolarmente importante.

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