Iosonouncane, due suoni e un mondo intero da immaginare
Con “Da tutta la vita”, Jacopo Incani conferma una vocazione senza confini: elettronica, scrittura e immagini sonore convivono oltre le etichette
Bastano pochi elementi per riconoscere l’universo di Iosonouncane: una voce trattata come materia sonora, l’elettronica spinta verso la ricerca e una sensibilità capace di conservare il legame con la forma cantautorale. “Da tutta la vita” si inserisce in questo percorso mobile, dove ogni definizione sembra destinata a diventare troppo stretta.
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Un artista difficile da incasellare
Quando si muove nell’elettronica, Iosonouncane non rinuncia né alla sperimentazione né alla componente fisica del ritmo. La sua musica può quindi cercare soluzioni d’avanguardia e, nello stesso tempo, mantenere una spinta verso il ballo, senza trasformare questi elementi in compartimenti separati.
Sul versante opposto c’è il cantautore con la chitarra acustica, un’immagine apparentemente distante da quella del compositore elettronico. È proprio nella convivenza di queste anime che emerge la cifra di Jacopo Incani, capace di attraversare linguaggi differenti senza aderire stabilmente a uno solo.
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La voce diventa paesaggio
Nel suo lavoro la voce non è soltanto il veicolo del testo. Incani la tratta come uno strumento, ne modifica la funzione e la inserisce in un ambiente sonoro che suggerisce luoghi, atmosfere e possibili narrazioni. L’ascolto non procede così per categorie rigide, ma per sensazioni e immagini.
Questa attitudine aiuta a comprendere la posizione singolare conquistata dall’artista nella musica italiana contemporanea. Dopo essersi fatto conoscere nel 2010 con le sue canzoni, Iosonouncane ha continuato a muoversi oltre i confini consueti. Anche il lavoro sulle colonne sonore conferma questa versatilità: Jacopo Incani è candidato ai David per “Berlinguer – La grande ambizione”, ulteriore segnale di una ricerca capace di cambiare forma senza perdere identità.
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