Il santo degli ultimi arriva in tv: la storia di Biagio Conte
Costanza Quatriglio porta su Rai 1 il percorso del palermitano che rinunciò agli agi per accogliere chi viveva ai margini.
«Quei luoghi fatiscenti sono stati risistemati dalla manovalanza di Biagio e dei suoi ultimi», ricorda Alessio Vassallo. L’attore palermitano, protagonista del film, restituisce così uno degli aspetti più concreti dell’esperienza di Biagio Conte: non soltanto preghiera e rinunce, ma anche lavoro condiviso per trasformare spazi abbandonati in luoghi di accoglienza.
Nel racconto trova spazio anche Rosa, interpretata da Donatella Finocchiaro. È una donna segnata dalla violenza domestica che, dopo aver ricevuto aiuto, decide a sua volta di sostenere Biagio. L’attrice spiega che i digiuni e le proteste del religioso rappresentavano un richiamo diretto alle responsabilità della città, in una Palermo ancora profondamente segnata dalle stragi di mafia.
Un gesto radicale contro l’emarginazione
Biagio Conte proveniva da una famiglia di imprenditori e aveva avuto un’infanzia agiata, studi, amicizie e molte possibilità davanti a sé. Da giovane, però, interruppe quel percorso e scelse la povertà volontaria, mettendosi al fianco dei senzatetto e delle persone escluse dalla società.
La sua vicenda si sviluppò nella Palermo degli anni Sessanta e arrivò fino ai nostri giorni: Conte è morto nel 2023. Il film lo presenta come una figura francescana contemporanea, capace di avvicinare chi aiutava e chi aveva bisogno, senza mantenere una distanza tra le due condizioni.
Vassallo ritrova il suo sguardo
Per Alessio Vassallo interpretare Conte ha avuto un significato personale. L’attore lo aveva conosciuto quando era ancora molto giovane e conserva il ricordo del suo volto, del sorriso e dello sguardo con cui entrava in relazione con gli ospiti della comunità. Durante le riprese, alcune persone accolte dalla Missione hanno partecipato al film e una bambina che aveva conosciuto Biagio gli ha sussurrato «bentornato».
Anche i saluti rivolti da alcuni palermitani alla troupe hanno colpito Vassallo: per una parte della città, la presenza di Biagio sembrava ancora viva. L’interprete considera questo lavoro una responsabilità importante e descrive Conte come un uomo capace di scegliere deliberatamente l’ultimo posto tra gli ultimi, cancellando il confine tra il soccorritore e la persona soccorsa.
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Dalla scelta personale alla Missione
La sceneggiatura è firmata da Costanza Quatriglio e Stefano Rulli e segue il percorso che conduce Conte fino ad Assisi e poi alla nascita della Missione di Speranza e Carità. La realtà fondata a Palermo continua a occuparsi di persone senza casa e di altri bisognosi, accompagnandole anche nel recupero di un ruolo all’interno della comunità; oggi è portata avanti da don Pino Vitrano.
Rulli legge la storia come un percorso di formazione e sottolinea la particolare religiosità di Conte: pur essendo un laico, indossava un saio verde e traduceva la fede in rapporti umani, volontariato e responsabilità concreta. Secondo lo sceneggiatore, la sua azione affrontava la povertà anche senza risorse economiche, offrendo agli ultimi quell’umanità che le istituzioni spesso non riescono a garantire.
Una storia corale su Rai 1
La regista Costanza Quatriglio, anch’essa palermitana, concentra l’attenzione sul corpo di Conte, sottoposto a digiuni e privazioni come forma di offerta verso gli altri e verso Dio. Quelle prove, unite alle manifestazioni pubbliche, contribuirono a ottenere strutture destinate all’accoglienza dei diseredati.
Nel film Vassallo resta il volto principale, ma la vicenda viene costruita come un’esperienza collettiva: la città e le persone incontrate da Biagio formano un coro, senza figure marginali. Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte andrà in onda in prima serata su Rai 1 domenica 11 ottobre. Nel cast figurano anche Donatella Finocchiaro, Antonio Catania e Alessandra Fazzino.
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