Dalla radio a Cattivik: è morto Giorgio Bracardi, voce indimenticabile
L’artista romano aveva 93 anni e una lunga carriera tra musica, personaggi radiofonici, televisione e doppiaggio.
La sua voce aveva accompagnato anche la serie animata di Cattivik, trasmessa da Mediaset nel 2008. Era uno degli ultimi capitoli di una carriera costruita tra radio, televisione, musica e comicità, con personaggi diventati familiari a più generazioni.
Gli ultimi ruoli tra Rai e Mediaset
Nel 2001 Giorgio Bracardi aveva partecipato a Stracult, programma di Rai 2 ideato da Marco Giusti. Sei anni prima, invece, era entrato nel cast di Striscia la Notizia interpretando Lucio Smentisco, il portavoce immaginario di Silvio Berlusconi.
La sua attività televisiva aveva compreso anche Chiappala chiappala, trasmissione che nel 1989 lo aveva visto conduttore e interprete su Rai 2. In precedenza era apparso a Pronto, chi gioca?, accanto a Enrica Bonaccorti e Giancarlo Magalli, dopo l’esperienza di Quelli della notte.
Una carriera segnata dalle maschere
Bracardi si è spento a 93 anni. I familiari hanno comunicato la notizia; negli ultimi tempi l’artista si trovava in una casa di riposo a Fiano Romano, dove era stato trasferito dopo la frattura del femore riportata nella primavera precedente.
La popolarità più ampia era arrivata con Alto gradimento, il programma radiofonico nato dall’intesa tra Renzo Arbore, Gianni Boncompagni, Mario Marenco e lo stesso Bracardi. In quella trasmissione aveva creato Scarpantibus, l’uccellaccio del Nicaragua, e Max Vinella, giornalista insistente e petulante.
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Tra le altre caratterizzazioni comparivano Catenacci, nostalgico del fascismo, il malinconico dottor Marsala, il ragionier Affastellati e l’urlatore che reclamava Patroclo. Al dottor Marsala era legata la battuta “come va il microfono?”, diventata uno dei tratti riconoscibili del personaggio.
Dalla musica alla satira televisiva
Nato a Roma il 3 maggio del 1933, Bracardi crebbe in una famiglia immersa nello spettacolo. Il padre aveva gestito tra i primi il Salone Margherita della capitale, mentre la madre Edvige era soprano e il padre Glauco tenore. Tutti e cinque i figli ricevettero una formazione musicale: Giorgio studiò pianoforte, poi lavorò come compositore e firmò anche brani presentati al Festival di Sanremo.
Nel 1979 ampliò la galleria delle sue figure comiche con il professor Aurelio Marcellini, monarchico radicale e fortemente conservatore. Il personaggio comparve nel programma domenicale della Rai Tutti insieme compatibilmente, condotto da Nanni Loy, e contribuì alla diffusione dello slogan “Chettefrega? Chettefrega?”.
L’incontro artistico con Arbore lo portò quindi sul piccolo schermo in Quelli della notte, nel 1985. Da quel momento Bracardi continuò a muoversi tra interpretazione, scrittura, voci e satira, mantenendo al centro una comicità fondata sulla trasformazione vocale e sulla costruzione di personaggi surreali.
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