È morto Pete Byrne: la voce dei Naked Eyes aveva 74 anni
Il frontman del duo synth-pop britannico si è spento a Los Angeles dopo una breve malattia, lasciando tre figli e un repertorio legato agli anni d’oro di Mtv.
Pete Byrne lascia i tre figli Merlin, Dylan e Chloe, i fratelli Eileen, Sandy, Carol e Steve e l’ex moglie Elena. L’artista britannico era divorziato; per le esequie è stata scelta una cerimonia riservata.
Il repertorio non si era fermato
Anche dopo la scomparsa di Rob Fisher, avvenuta nel 1999, Byrne aveva continuato a esibirsi usando il nome Naked Eyes. Nei concerti riproponeva le canzoni che avevano reso il duo una presenza riconoscibile nella scena synth-pop degli anni Ottanta.
La sua attività discografica era proseguita con il lavoro solista The real illusion, pubblicato nel 2001, e con i successivi Fumbling with the covers del 2007 e Disguise the limit del 2021. Nel 2025 era arrivata anche una ristampa rimasterizzata dell’album d’esordio dei Naked Eyes.
La notizia arrivata da Los Angeles
Byrne è deceduto il 14 settembre a Los Angeles, a 74 anni. L’informazione è comparsa sul sito ufficiale dei Naked Eyes, che ha riferito di una morte avvenuta con serenità dopo un breve periodo di malattia.
Non sono state comunicate indicazioni aggiuntive sulle cause del decesso. Peter James Byrne era nato il 9 giugno 1952 a Islington, quartiere del nord di Londra, ed era il quarto di sei fratelli.
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Dai Neon alla nascita del duo
Il percorso musicale di Byrne era iniziato negli anni Settanta. Tra il 1979 e il 1982 aveva militato nei Neon, formazione che comprendeva anche Rob Fisher e Roland Orzabal e Curt Smith, in seguito noti per il successo dei Tears for Fears.
Proprio da quell’esperienza prese forma il progetto Naked Eyes. Byrne e Fisher ottennero un accordo con Emi e realizzarono il primo disco negli Abbey Road Studios: nel Regno Unito uscì nel 1983 come Burning Bridges, mentre negli Stati Uniti venne pubblicato con il semplice titolo Naked Eyes.
Due hit nella British Invasion
Il riconoscimento più ampio arrivò soprattutto sul mercato americano. La rilettura di (There’s) always something there to remind me, composta da Burt Bacharach e Hal David, raggiunse l’ottavo posto della Billboard Hot 100 nel 1983.
Nello stesso anno anche Promises, promises entrò tra i maggiori successi, fermandosi all’undicesima posizione. In quella fase della seconda British Invasion, il duo trovò spazio nella programmazione di Mtv accanto a nomi come Human League e Thomas Dolby, contribuendo alla diffusione del pop elettronico britannico negli Stati Uniti.
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