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Spettacolo 1 min di lettura5 ore fa

Doors, il live del 1970 riporta Morrison al blues

Il doppio album ripercorre la tournée della band tra suono essenziale, distorsioni e l’ombra dell’hard rock

È stato pubblicato un doppio album dal vivo dei Doors dedicato alla tournée del 1970. Il disco ripercorre una fase in cui Jim Morrison e la band tornarono verso le radici del blues.

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Il ritorno alle radici

Con Unbound and dangerous, il gruppo recupera l’impronta originaria della propria musica e riduce gli arrangiamenti all’essenziale. Il risultato è un blues più ruvido, attraversato da distorsioni e lontano dalle esposizioni mediatiche che avevano accompagnato la band.

In quei mesi Morrison conduceva, almeno in apparenza, una vita più composta. Processi, eccessi e intemperanze sembravano lasciare spazio a una stagione diversa, raccontata oggi attraverso le registrazioni dal vivo.

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Il suono della tournée

Il materiale restituisce un quartetto intento a rendere più asciutta e aspra la propria identità sonora. La chitarra distorta e la struttura dei brani suggeriscono una possibile evoluzione verso l’hard rock, genere che proprio allora si stava affermando attraverso i riff dei Led Zeppelin e di altri gruppi.

Tra i riferimenti del repertorio compare Roadhouse blues, brano che riassume il legame dei Doors con il blues e accompagna il racconto di quell’ultimo passaggio della band accanto a Jim Morrison.

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