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Spettacolo 1 min di lettura1 ora fa

Crozza torna al Nove: la politica gli ruba già la battuta

Il ritorno di Fratelli di Crozza riapre il confronto con una politica sempre più teatrale, capace di spingersi oltre i confini della satira

Il ritorno di Fratelli di Crozza sul Nove si misura con un ostacolo ormai ricorrente: la politica sembra fare concorrenza diretta alla comicità. Le esibizioni dei protagonisti della scena pubblica, infatti, appaiono sempre più difficili da superare anche per chi costruisce la propria satira sulle loro parole e sui loro comportamenti.


Quando la realtà anticipa la battuta

Il problema non è nuovo, ma negli ultimi anni si è fatto più evidente. La distanza tra ciò che accade nella politica reale e ciò che la satira prova a raccontare si è ridotta fino quasi a scomparire.

Il risultato è una gara paradossale: da una parte il comico cerca il modo di deformare la realtà, dall’altra la realtà politica sembra già presentarsi con toni, pose e uscite che non avrebbero bisogno di ulteriori caricature. In questo scenario, trovare il confine tra imitazione e cronaca diventa sempre più complicato.

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Tajani, De Luca e Vannacci

Figure come Antonio Tajani, Vincenzo De Luca e Roberto Vannacci rappresentano, nel testo satirico di Crozza, alcuni dei casi in cui la politica offre materiali particolarmente vistosi. Le loro caratteristiche pubbliche alimentano un confronto continuo tra il personaggio reale e la sua versione comica.

La dinamica descritta è quella di un inseguimento senza traguardo: il satirico prova a raggiungere la politica, mentre quest’ultima sembra accelerare con nuove esibizioni. Così, il ritorno del programma non propone soltanto nuove imitazioni, ma ripropone una domanda più ampia: quanto può ancora spingersi la satira quando la realtà corre più veloce?

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