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Spettacolo 3 min di lettura5 ore fa

Creativi e troupe chiedono tutele: contratto fermo dal 1999

A Roma artisti, associazioni e parlamentari chiedono norme, incentivi e tutele per gli spazi culturali e i lavoratori

A Roma è stata presentata una proposta di legge di iniziativa popolare per sostenere gli spazi e i festival culturali.

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Le richieste delle troupe

Agli Stati Generali dello Spettacolo è intervenuto anche il movimento #siamoaititolidicoda, che riunisce numerosi lavoratori delle troupe cinematografiche. Il portavoce Dario Indelicato ha descritto una categoria segnata da tre anni di crisi, pressioni psicologiche, ritmi pesanti e una riduzione delle garanzie.

Il contratto di lavoro, ha ricordato, non viene rinnovato dal 1999. «La situazione è ormai giunta al limite della sostenibilità», ha detto Indelicato, indicando tra le nuove preoccupazioni anche l’intelligenza artificiale e il possibile impatto sulle professioni del settore.


Il timore per l’intelligenza artificiale

Nicola Zingaretti, capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, ha collegato il tema dell’IA alla tutela del lavoro creativo. Secondo l’europarlamentare, canzoni, film e sceneggiature prodotti da sistemi automatici rischiano di ridurre il riconoscimento dovuto alle persone che hanno ideato i contenuti originali.

«In Europa dobbiamo intervenire per tutelare i creativi: nessun euro deve andare a opere generate da AI», ha rilanciato Zingaretti. A suo giudizio, la questione riguarda anche la libertà e la democrazia, oltre alla sorte dello spettacolo.


Club e festival da sostenere

La proposta è stata annunciata durante la quarta edizione degli Stati Generali dello Spettacolo, ospitata al Palazzo delle Esposizioni. Il testo dovrebbe arrivare in Cassazione nelle prossime settimane; successivamente partirà la raccolta delle firme.

L’obiettivo è riconoscere il valore di live club, piccoli teatri, festival e luoghi indipendenti, spesso gestiti da realtà che faticano a sostenere costi e adempimenti. Manuel Agnelli ha segnalato il rischio che molti locali vengano utilizzati soltanto come sale da affittare, senza una programmazione artistica stabile.

Secondo il musicista, la mancanza di spazi dedicati alla ricerca limita la possibilità del pubblico di scoprire proposte nuove. Ha quindi chiesto incentivi e procedure più semplici per creare luoghi in cui gli artisti possano formarsi, sperimentare e anche sbagliare.

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Le risorse per lo spettacolo

Tosca ha richiamato l’attenzione sulle risorse pubbliche disponibili. Il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo, che finanzia teatro, orchestre, musica, danza e circo, vale meno di 500 milioni di euro per il 2026.

La cantante ha confrontato questa cifra con l’incremento previsto per la spesa militare nel prossimo anno, indicato come superiore di oltre tredici volte rispetto all’intero fondo. A suo parere, la sproporzione mostra la difficoltà del settore culturale nel reperire sostegni adeguati.

Matteo Orfini ha spiegato che il disegno nasce dalla necessità di rendere più sostenibile la gestione degli spazi culturali. Tra le misure ipotizzate figurano agevolazioni per gli interventi di ristrutturazione e contributi destinati alla programmazione.

Il deputato ha aggiunto che la scelta dello strumento di iniziativa popolare punta a coinvolgere l’intero Paese, non soltanto artisti, gestori e addetti ai lavori. I piccoli luoghi culturali, ha osservato, consentono anche a chi non può permettersi i grandi concerti di assistere a musica e spettacoli.


Il lavoro culturale

Elly Schlein ha ricordato il percorso seguito per la legge sul cinema, approvata all’unanimità al Senato. La segretaria del Pd ha sottolineato il confronto con gli operatori, utilizzato per costruire le norme sulle difficoltà affrontate dal comparto cinematografico e audiovisivo.

Schlein ha citato l’estensione dell’indennità di discontinuità a tutti i lavoratori dello spettacolo e ha espresso sostegno alle richieste per il rinnovo del contratto delle troupe, fermo dal 1999. Per il 9 è stata annunciata una mobilitazione della categoria, alla quale il Pd ha detto di voler offrire il proprio sostegno istituzionale.

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