934notizie oggi Scopri i vantaggi
Spettacolo 3 min di lettura1 ora fa

Concerti, 135 milioni generati: la musica restituisce più di quanto riceve

Il Rapporto Aiam 2025 fotografa l’impatto della rete musicale italiana: pubblico, occupazione, incassi e presenza capillare sul territorio.

Biglietti e abbonamenti hanno portato nelle casse delle istituzioni associate ad Aiam 20.826.350,25 euro, pari al 15,41% delle entrate complessive. Il dato, in aumento rispetto al 15,19% dell’anno precedente, si accompagna a un prezzo medio di appena 10,80 euro: una combinazione che amplia l’accesso agli spettacoli e sostiene la partecipazione culturale.

Offerta del giorno21 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 71 giorni
*********


Il pubblico resta una fonte decisiva

Accanto alla spesa dei cittadini, il comparto privato ha contribuito attraverso canali diversi. Le sponsorizzazioni e gli apporti delle imprese rappresentano il 19,25%, i corrispettivi da soggetti privati il 17,38%, l’Art Bonus il 13,66% e i finanziamenti delle fondazioni bancarie l’11,84%.

La struttura delle entrate mostra quindi un sistema sostenuto da più soggetti, nel quale la domanda del pubblico si affianca alle risorse di aziende, fondazioni e altri finanziatori. Per Aiam, questo equilibrio conferma la capacità delle attività musicali di coinvolgere sia la collettività sia il mercato privato.


Una rete che moltiplica le risorse

Nel 2025 i 253 soci dell’associazione hanno organizzato 12.632 concerti in 1.157 comuni, raggiungendo 2,5 milioni di spettatori. La rete ha inoltre coinvolto 54.186 lavoratori e distribuito oltre 80,7 milioni di euro in retribuzioni, con il 69,59% destinato direttamente agli artisti.

A fronte di circa 23,5 milioni assegnati dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, le istituzioni hanno attirato ulteriori finanziamenti pubblici e privati, superando i 135 milioni di euro di entrate complessive. Sono stati invece 23,8 i milioni restituiti allo Stato tramite imposte e contributi previdenziali, una somma superiore al sostegno ricevuto.


Concerti oltre i confini italiani

L’attività non si è fermata al territorio nazionale. Gli enti aderenti hanno realizzato 298 appuntamenti in 149 città straniere, distribuite in 51 Paesi di tutti i continenti, aggiungendo una dimensione internazionale al lavoro della rete.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Secondo Francescantantonio Pollice, presidente di Aiam, questi risultati mostrano l’efficienza del modello organizzativo, capace di contenere le spese interne e di concentrare le risorse sulla produzione artistica. La musica, ha spiegato, può diventare davvero un bene pubblico soltanto quando l’incontro con essa è concretamente possibile per ogni persona.


Nord e Sud dentro la stessa rete

Le istituzioni associate sono distribuite in tutte le aree del Paese: 105 si trovano nel Nord, 56 nel Centro, 60 nel Sud e 32 nelle Isole. Questa presenza diffusa viene indicata dall’associazione come uno strumento per ridurre le distanze tra grandi città, periferie e aree interne.

Sul fronte dei finanziamenti pubblici, le Regioni hanno fornito il contributo più consistente: 33.322.842,72 euro, equivalenti al 41,56% del totale di oltre 80 milioni. Seguono il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo con il 29,31%, i Comuni e gli altri fondi statali. In base alla distribuzione territoriale, al Nord è arrivato il 36,70% delle risorse, alle Isole il 29,06%, al Centro il 21,37% e al Sud il 12,87%.


Il rapporto presentato a Roma

I dati sono raccolti nella quarta edizione del Rapporto Aiam, intitolata Il valore dell’investimento pubblico. Il documento è stato illustrato a Roma nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, in via del Collegio Romano.

La ricerca sostiene che il finanziamento pubblico alla musica non debba essere considerato soltanto un costo, ma un investimento capace di produrre ricadute economiche e sociali. “La nostra rete copre il 44,02% dei concerti di musica classica e jazz censiti complessivamente dalla Siae in Italia”, ha affermato Pollice, sottolineando il peso nazionale delle attività promosse dagli associati.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere