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Spettacolo 1 min di lettura4 ore fa

Beatrice Arnera tra social, comicità e sindrome dell’impostore

L’attrice parla dei nuovi lavori, dell’infanzia nomade e delle critiche ricevute per la relazione con Raoul Bova

Beatrice Arnera ha raccontato il rapporto con la notorietà, l’esposizione della vita privata e le difficoltà legate al mestiere di attrice. In questo periodo è impegnata a teatro con “Intanto ti calmi” e al cinema con “Un tranquillo funerale di famiglia”.

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La vita privata esposta online

Arnera ha ricordato l’ondata di critiche ricevuta sui social in seguito alla relazione con Raoul Bova. L’attenzione sulla sua sfera personale, ha spiegato, è stata un’esperienza spaventosa e l’ha costretta a confrontarsi con una visibilità diversa da quella legata al lavoro.

L’attrice ha parlato anche della sindrome dell’impostore, cioè della sensazione di non essere all’altezza nonostante i risultati ottenuti. Nel racconto della sua esperienza, la comicità assume invece una funzione liberatoria: “La comicità rende liberi”.

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Teatro, cinema e infanzia nomade

Il periodo professionale di Arnera comprende due progetti distinti. Sul palcoscenico porta “Intanto ti calmi”, mentre sul grande schermo è tra gli interpreti di “Un tranquillo funerale di famiglia”.

L’attrice ha ripercorso anche gli anni dell’infanzia, vissuti in modo nomade accanto alla madre, cantante d’opera. Un percorso familiare itinerante che ha contribuito a formare la sua esperienza personale prima dell’arrivo nel mondo dello spettacolo.

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