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Spettacolo 3 min di lettura19 min fa

Baudo, la figlia diserta la cerimonia: «Le targhe non bastano

Tiziana e Alessandro Baudo hanno scelto di non partecipare all’inaugurazione dello spazio di Saxa Rubra, contestando la possibile vendita del Teatro delle Vittorie.

La nuova sala Rai intitolata a Pippo Baudo non ha ricomposto il dissenso attorno al futuro del Teatro delle Vittorie. Tiziana Baudo, insieme al fratello Alessandro, ha infatti deciso di non prendere parte alla cerimonia organizzata giovedì a Saxa Rubra, poco prima della prima puntata di Ballando con le stelle trasmessa dal nuovo studio.

La figlia del conduttore ha chiarito che l’assenza non è stata casuale né legata a una dimenticanza. «Ho preferito non prestarmi a questa rappresentazione», ha spiegato, riferendosi al rischio che la sua presenza potesse essere interpretata come un via libera alle decisioni della Rai sullo storico teatro.


La memoria non passa solo dalle targhe

Tiziana Baudo non mette in discussione l’omaggio deciso dall’azienda. Al contrario, considera doveroso che la Rai abbia voluto ricordare una figura centrale della televisione italiana. Il problema, a suo giudizio, riguarda la contraddizione tra la dedica di un nuovo ambiente e la prospettiva di abbandonare un luogo che ha segnato profondamente la carriera del padre.

Il Teatro delle Vittorie, infatti, non era soltanto uno spazio di lavoro. Pippo Baudo si era impegnato perché la Rai lo acquistasse e ne preservasse la funzione; nel corso degli anni, quella sede aveva accolto alcuni dei programmi e dei momenti più importanti del suo percorso professionale. Nello stesso teatro si erano svolte anche le esequie del conduttore, un elemento che rende ancora più significativo il legame con la sua storia personale.


Il nodo del Teatro delle Vittorie

La possibile cessione dell’edificio ha già provocato reazioni nel mondo dello spettacolo. Renzo Arbore e Fiorello si sono schierati contro l’ipotesi, ricordando il ruolo avuto dal teatro nella storia della televisione italiana e i nomi che vi sono passati, da Mina a Raffaella Carrà, da Mike Bongiorno a Corrado, oltre allo stesso Baudo e a Fiorello.

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Fiorello aveva parlato di un «crimine contro lo spettacolo italiano», mentre il ministro della Cultura Alessandro Giuli aveva manifestato l’intenzione di cercare una soluzione. Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai, aveva invece indicato la disponibilità dell’azienda a collaborare a un eventuale museo, mettendo a disposizione documenti e materiali.


Una scelta rivendicata in famiglia

Lo stesso Rossi, durante la giornata dedicata al nuovo studio, ha collegato la questione alle esigenze organizzative della Rai. L’azienda, ha ricordato, deve ridurre o dismettere strutture considerate non più adeguate alle proprie necessità. In questo quadro, la sala di Saxa Rubra è stata presentata anche come una risposta concreta al dibattito nato attorno al destino del Teatro delle Vittorie.

Per Tiziana, però, i due interventi non hanno lo stesso valore e non possono compensarsi. «Le targhe sono importanti, ma la memoria non si tutela soltanto con le targhe», ha osservato, sostenendo che occorra proteggere anche gli ambienti e le testimonianze materiali legate a quella stagione televisiva.

La figlia del presentatore ha infine escluso l’intenzione di aprire uno scontro pubblico. La sua decisione, ha precisato, nasce dal desiderio di restare fedele a un principio che Pippo Baudo considerava essenziale, nel lavoro come nella vita privata: la coerenza.

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