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Spettacolo 2 min di lettura21 ore fa

Bardem si schiera: la petizione che mette Pink nel mirino UNICEF

L’attore spagnolo sostiene la richiesta di rimuovere la cantante dall’incarico dopo il caso nato dalle parole di Macklemore sulla Palestina.

«Non importa che tu sia un attore, un idraulico o un tassista: hai diritto di esprimere ciò che consideri importante», aveva affermato Javier Bardem alla Mostra del cinema di Venezia. In quell’occasione, accanto a Penélope Cruz, l’attore aveva sottolineato il peso della notorietà: «Io ho più mezzi di un tassista, perché ho questo microfono e voi mi ascoltate. Quindi la mia responsabilità è diversa».

Bardem ha più volte espresso posizioni a favore della causa palestinese, dagli Oscar al Festival di Cannes fino agli eventi cinematografici italiani. Nel 2026, inoltre, era comparso con la scritta “No alla guerra” e aveva denunciato il fatto che venissero uccise persone innocenti mentre circolavano menzogne.


Bardem appoggia la richiesta contro Pink

L’attore ha condiviso una raccolta di firme che chiede di togliere a Pink il ruolo di ambasciatrice UNICEF. L’iniziativa, avviata l’11 settembre, ha superato quota 179.000 adesioni e si inserisce nella disputa pubblica nata attorno alle dichiarazioni di Macklemore sulla Palestina.

La vicenda ha coinvolto anche Ed Sheeran. Durante un suo concerto, Macklemore era salito sul palco pronunciando “Free Palestine”; in seguito, un organizzatore lo aveva escluso dal tour del cantante britannico. Sheeran era stato criticato perché non aveva impedito l’estromissione, salvo poi chiarire che la decisione non dipendeva da lui e presentare le proprie scuse.

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La posizione espressa da Pink

Nel pieno del confronto, Pink aveva rilanciato su Instagram un contenuto di StopAntisemitism. Il gruppo accusava l’esibizione di Macklemore di essere “propaganda anti-Israele” e respingeva anche la definizione di genocidio riferita alle operazioni israeliane nella Striscia di Gaza.

Successivamente la cantante aveva precisato il senso del suo gesto: «Ricondividere un post non equivale a una dichiarazione ufficiale, e un meme non sostituisce la coerenza di una posizione ferma». Pink aveva aggiunto che il suo dissenso non era rivolto allo slogan “Free Palestine” né alla possibilità per Macklemore di pronunciarlo, sostenendo inoltre di non avere mai domandato la sua esclusione dal tour. «I social media ci rendono tutti superficiali e frettolosi, e ne siamo tutti consapevoli», aveva scritto.

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