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Spettacolo 1 min di lettura1 ora fa

Attori, il doppio gioco dell’IA: quando una voce diventa addestramento

Unita segnala il rischio nascosto dietro offerte retribuite rivolte agli interpreti: ottenere voci e performance da utilizzare per sviluppare sistemi di intelligenza artificiale.

Dietro alcuni annunci rivolti ad attori e attrici potrebbe non esserci soltanto un normale incarico professionale. Unita lancia l’allarme su proposte che presentano come lavoro la raccolta di voci e interpretazioni destinate, invece, ad alimentare l’addestramento dell’intelligenza artificiale.

La questione richiama la fiaba della Sirenetta di Hans Christian Andersen: la protagonista cede la propria voce alla strega del mare per ottenere ciò che desidera. Nel nuovo scenario evocato dall’associazione, lo scambio assume una forma più concreta: un compenso in cambio di una prestazione che può diventare materiale per i sistemi artificiali.


L’offerta può nascondere un altro scopo

Secondo Unita, il punto critico sta nella distanza tra ciò che l’annuncio lascia intendere e l’utilizzo effettivo della prestazione. L’interprete può pensare di essere chiamato per un lavoro tradizionale, mentre la sua voce o la sua performance vengono richieste per contribuire allo sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale.

La retribuzione, anche quando appare interessante, non chiarisce da sola la natura dell’accordo. Per questo l’associazione invita a considerare con attenzione le proposte che coinvolgono la registrazione della voce o la riproduzione di una performance.

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La voce diventa il vero oggetto

L’avvertimento riguarda così un elemento centrale del lavoro attoriale: la capacità di dare identità, intenzione ed espressività a una voce o a un’interpretazione. In queste offerte, osserva Unita, quella prestazione rischia di essere trattata come una risorsa da acquisire per l’addestramento dei sistemi di IA.

Il richiamo alla fiaba serve a rendere evidente il possibile squilibrio dello scambio. Un incarico presentato come un’opportunità può trasformarsi nella cessione di una caratteristica artistica personale, con conseguenze che l’annuncio iniziale potrebbe non rendere immediatamente visibili.

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