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Spettacolo 3 min di lettura5 giorni fa

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A Roma il comparto delle bevande analcoliche ha rilanciato la richiesta di cancellare la misura: nel mirino incertezza, investimenti congelati e il rinvio al 2027.

La riduzione degli zuccheri è già partita, ma le aziende del settore chiedono di fermare la tassa prima che entri in vigore. Negli ultimi anni, infatti, il comparto ha tagliato del 44% lo zucchero immesso sul mercato e ha spinto le versioni senza zucchero a crescere 7,5 volte più delle bevande tradizionali.

A rafforzare questa linea è arrivato anche il protocollo firmato lo scorso luglio tra Assobibe e il ministero della Salute, che mette insieme monitoraggio dei consumi, informazione ai consumatori, attenzione alle calorie e marketing responsabile verso i più giovani. Per il mondo industriale, è la prova che il cambiamento può passare da strumenti diversi dal prelievo fiscale.


Le imprese parlano di freno agli investimenti

Il nodo più pesante, secondo il settore, resta però l’incertezza. A Roma, nel confronto promosso da Assobibe dal titolo “Investire nella crescita: perché superare la Sugar tax e nuove tasse”, è stato sostenuto che il rinvio continuo della misura stia bloccando oltre 1 miliardo di euro di investimenti.

Giangiacomo Pierini, presidente di Assobibe, ha ricordato che da quasi sette anni la tassa resta sospesa e mai davvero operativa. Ha detto che le imprese non possono continuare a vivere con una norma “sempre dietro l’angolo” e ha chiesto una cancellazione definitiva, non l’ennesima proroga.

Fontana, intervenuto per il Centro Studi Confindustria, ha collegato la vicenda a un quadro economico più ampio. Ha spiegato che guerra nel Golfo, energia più cara, rincari di alcune materie prime, inflazione al 3,3% e due rialzi dei tassi da un quarto di punto ciascuno peseranno sull’economia italiana, anche se le stime sul 2026 sono salite allo 0,8% dallo 0,5% di aprile.


Il fronte politico e le alternative alla tassa

Nel dibattito istituzionale, Marco Osnato, Raffaele Nevi, Mario Turco e Silvia Fregolent hanno condiviso l’idea che la Sugar tax colpisca un comparto strategico e possa mettere a rischio migliaia di posti di lavoro. È emersa anche la richiesta di regole stabili, al posto di rinvii annuali che alimentano incertezza.

Più volte è stato ricordato che la misura era nata con un obiettivo sanitario, ma che quel risultato sarebbe già stato in parte ottenuto grazie alla riformulazione dei prodotti. Da qui l’indicazione di puntare su prevenzione, educazione alimentare e incentivi all’innovazione, invece che su una nuova imposta.

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Giorgio Salvitti, consigliere politico del ministro Francesco Lollobrigida, ha parlato di un provvedimento ideologico e ha sostenuto che non esista una relazione automatica tra tassa e calo dei consumi. Ha aggiunto che, secondo le stime, l’intervento potrebbe persino ridurre il gettito Iva, mentre il Masaf sta già lavorando su percorsi nelle scuole per promuovere un consumo consapevole.

Sandra Savino, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha spiegato che la crescita richiede stabilità e competitività. A suo giudizio, il rinvio al 1° gennaio 2027 dovrebbe servire a superare in modo definitivo la misura e a cercare strumenti meno distorsivi per la salute pubblica.

Marcello Gemmato, sottosegretario al Ministero della Salute, ha ribadito la centralità dell’educazione sanitaria e ha richiamato il protocollo con Assobibe firmato a luglio. Nel suo intervento ha sottolineato che l’accordo punta a favorire comportamenti coerenti con stili di vita sani, a partire dalla riduzione degli zuccheri e da un corretto bilanciamento energetico.


Il contesto dell’evento a Roma

L’incontro si è svolto nella capitale a poche settimane dall’avvio del confronto sulla Legge di Bilancio e a poco più di tre mesi dall’entrata in vigore della Sugar tax, oggi fissata a inizio 2027. L’iniziativa ha riunito istituzioni, esponenti politici e imprese per discutere gli effetti economici e sociali della misura.

Dopo i saluti di apertura di Giangiacomo Pierini, l’analisi di Fontana ha fatto da sfondo a una tavola rotonda con rappresentanti delle Commissioni Finanze, Agricoltura e Industria. Il messaggio finale, condiviso dai presenti, è stato che la politica industriale va costruita con regole chiare e non con proroghe continue.

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