Storia senza scorciatoie: Cazzullo sfida Vannacci sulla X Mas
La nuova stagione di Una giornata particolare riporta in tv pagine decisive del Novecento e invita il pubblico a riscoprire i luoghi della storia.
Il ritorno di Una giornata particolare parte da una domanda ancora attuale: quanto pesa il rifiuto di conoscere il passato? Aldo Cazzullo inaugurerà la quinta stagione con una puntata dedicata all’8 settembre 1943, all’armistizio e alle conseguenze della scelta italiana, rivolgendosi anche al generale Roberto Vannacci per contestare alcune ricostruzioni sulla X Mas.
L’8 settembre riapre il confronto
La prima puntata andrà in onda mercoledì 30 settembre su La 7 e seguirà gli avvenimenti quasi come un itinerario sul campo. Roma, il Quirinale, la Sicilia, la fuga del re verso l’Abruzzo e il Gran Sasso legato alla liberazione di Mussolini saranno al centro del racconto, insieme alle vicende di Alba e alla memoria di Beppe Fenoglio.
A mostrare la pistola Colt appartenuta allo scrittore sarà Margherita Fenoglio, sua figlia. Cazzullo ha ricordato che Fenoglio, monarchico, combatté comunque contro il nazifascismo. Sulla X Mas, il giornalista ha sostenuto che la maggior parte dei suoi appartenenti rimase fedele alla monarchia e ha attribuito crimini e violenze a un gruppo specifico. «Spero che Vannacci veda la puntata perché sta dicendo tante inesattezze sulla X Mas», ha detto presentando il programma.
Il conduttore ha spiegato di voler raccontare fascismo e nazismo alle nuove generazioni, ma anche di temere non tanto l’ignoranza storica quanto la volontà di non informarsi. Tra i materiali della puntata ci sarà inoltre la testimonianza di Dacia Maraini, che parlerà del proprio 8 settembre trascorso in un campo di concentramento in Giappone: il padre, per procurarle il latte, si tagliò un dito in segno di protesta.
Dodici viaggi dentro il passato
La nuova serie sarà composta da dodici appuntamenti, realizzati dopo 150 giorni di lavorazione. Quindici giornate sono state trascorse nella Biblioteca Alessandrina di Roma, sede della presentazione, mentre sedici si sono svolte fuori dall’Italia. Le puntate affronteranno, tra gli altri temi, la guerra civile spagnola e Guernica, l’assassinio di Aldo Moro, il Rinascimento, la morte di Hitler, Santa Caterina da Siena, Lucrezia Borgia e Maria Antonietta.
Il percorso toccherà Auschwitz, l’aula del processo di Norimberga, i Musei Vaticani, le Stanze di Raffaello al Louvre, Siena, Recanati e Porta San Paolo. Per Leopardi, a Recanati, Sergio Rubini leggerà L’infinito. Claudia Benassi e Raffaele Di Placido saranno gli “inviati nella storia”, mentre tra gli ospiti figurano Walter Veltroni, Concita De Gregorio, Sabino Cassese, Matteo Maria Zuppi e Dacia Maraini.
Una parte della stagione sarà dedicata agli italiani che combatterono contro i nazisti. Il programma ricostruirà la vicenda di Cefalonia, la scelta compiuta dai militari italiani e la morte di 400 persone, tra cui 40 donne. Sarà ricordata anche la deportazione nei lager di 800mila italiani che rifiutarono di arruolarsi con i nazisti; tra loro c’erano Giovanni Guareschi, Alessandro Natta e i padri di Francesco Guccini e Vasco Rossi.
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Cazzullo ha collegato questo lavoro anche alla necessità di superare la nostalgia superficiale del fascismo. A suo giudizio, il bilancio del ventennio mussoliniano deve essere formulato considerando l’intero periodo storico e resta negativo sul piano economico, politico, morale e persino urbanistico. È inoltre in preparazione una puntata sul delitto Matteotti, con il racconto delle intimidazioni rivolte alla vedova da esponenti fascisti.
Un format costruito nei luoghi
L’assenza di un ricorso centrale ai materiali d’archivio ha spinto autori e produzione a sviluppare una formula basata sui luoghi e sull’incontro con i protagonisti delle vicende. La storia viene così ricostruita negli spazi in cui è accaduta, con l’obiettivo dichiarato di trasformare ogni episodio in un invito a leggere, andare al cinema o cercare ulteriori approfondimenti.
Per la puntata su Spartaco, la squadra ha scelto di animare, attraverso l’intelligenza artificiale, schiavi e gladiatori raffigurati nei mosaici restaurati della Galleria Borghese. Simona Ercolani ha precisato che si tratta di uno strumento per gli effetti visivi, paragonabile alla CGI impiegata in passato, e non di una tecnologia destinata a fabbricare notizie false.
La serie ha già ottenuto risultati rilevanti. Gli speciali della stagione precedente su Etiopia ed Eritrea hanno raggiunto l’8% di share, con 1.300 mila spettatori, risultato che ha convinto la produzione a lavorare già sulla sesta stagione e a progettare la settima. Cazzullo ha aggiunto che il pubblico comprende molti ventenni, studenti che seguono il programma anche su indicazione degli insegnanti e bambini.
La sfida di La 7
Andrea Salerno, direttore de La 7, ha indicato proprio nella presenza fisica sui luoghi degli eventi una delle ragioni del successo. Secondo lui, il programma amplia l’offerta della rete, prevalentemente concentrata sull’attualità, affiancando al presente un racconto del passato affidato anche a Corrado Augias, Ezio Mauro e, quest’anno, Fabrizio Gifuni.
Alla domanda sul possibile carattere da servizio pubblico della trasmissione, Salerno ha risposto criticando l’attuale organizzazione della Rai. A suo parere, la soppressione dell’autonomia nell’impostazione delle reti ha ridotto il pluralismo e impoverito la proposta televisiva. Le dodici puntate di Una giornata particolare saranno disponibili anche sull’app LA7, per smartphone e smart TV, e sul sito la7.it.
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