16.000Lettori online ora
Spettacolo 2 min di lettura35 min fa

23 anni dopo, Pagani torna alla musica: il disco nato dalla rinascita

“Tutto è già qui” segna il ritorno agli inediti dopo un lungo silenzio e il recupero da un ictus, tra gratitudine, memoria e ricerca musicale.

Il nuovo capitolo di Mauro Pagani arriva dopo 23 anni dall’ultimo album di brani inediti e coincide con una fase decisiva della sua vita: il recupero dall’ictus. In “Tutto è già qui” il musicista intreccia il ritorno alla musica con la consapevolezza di aver ricevuto ancora tempo e occasioni.


La seconda possibilità dopo l’ictus

Pagani racconta di essersi sentito fortunato durante il percorso affrontato dopo la malattia. Accanto a lui, spiega, ci sono state persone capaci di accompagnarlo con una presenza straordinaria, rendendo meno solitario il cammino della ripresa.

“La vita con me è stata due volte generosa”, dice il musicista, riassumendo così il senso di una stagione segnata prima dall’emergenza e poi dalla possibilità di tornare a creare. Il nuovo disco nasce anche da questa gratitudine, senza cancellare la fatica vissuta.


Un album per ritrovare profondità

Con “Tutto è già qui”, Pagani torna a misurarsi con gli inediti e con quella ricerca sonora che continua a considerare centrale. La sua attenzione resta rivolta alla qualità e alla profondità dell’ascolto, più che alla semplice produzione di nuove canzoni.

“Continuo a cercare la profondità delle note”, afferma. È una dichiarazione che lega il presente alla sua idea di musica: un percorso ancora aperto, nel quale anche il silenzio di 23 anni diventa parte della storia del disco.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Il ricordo di De André

Nel racconto di Pagani resta forte anche la memoria di Fabrizio De André, con cui ha condiviso un tratto fondamentale del proprio percorso artistico. Il ricordo è accompagnato dalla nostalgia per un’epoca e da un’idea di futuro che oggi appare più difficile da riconoscere.

“Mi manca De André, sognavamo un mondo migliore di questo”, ricorda. La frase riporta al centro il legame umano e musicale tra i due, ma anche una visione del mondo rimasta sospesa tra passato e presente.


La musica oltre il tempo

Pagani guarda avanti con ironia e con la consapevolezza che la ricerca artistica non può essere data per conclusa. Persino il giudizio delle generazioni più giovani entra nel suo orizzonte, come mostra l’immagine scherzosa di un futuro nipote pronto a invitarlo a fermarsi.

“Un giorno qualcuno mi dirà: ‘Nonno, lascia stare’”, racconta. Fino ad allora, il ritorno con “Tutto è già qui” conferma la volontà di continuare a cercare, dopo la malattia e dopo un lungo intervallo discografico.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere