Tumore triplo negativo: il beneficio si vede anche nelle metastasi
Al congresso Esmo 2026 sono stati illustrati i risultati di due studi su sacituzumab govitecan, con segnali positivi in diversi profili clinici.
Le pazienti con tumore della mammella triplo negativo avanzato potrebbero avere una nuova alternativa terapeutica già al primo trattamento dopo la ricaduta. I dati presentati al congresso Esmo 2026 di Madrid indicano infatti un vantaggio nella sopravvivenza libera da progressione anche in gruppi considerati particolarmente complessi, comprese le donne con metastasi al cervello o agli organi interni.
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Il beneficio emerge in quattro sottogruppi
Le evidenze arrivano dagli studi Ascent-03 e Ascent-04, che hanno messo a confronto sacituzumab govitecan con la chemioterapia tradizionale in pazienti con malattia avanzata alla prima recidiva. L’effetto positivo sulla sopravvivenza libera da progressione è stato osservato in entrambi i lavori e in quattro specifiche categorie cliniche.
Tra queste rientrano le pazienti con metastasi viscerali, quelle con localizzazioni cerebrali e le donne la cui malattia è tornata dopo un intervallo superiore a sei mesi. Il beneficio è stato inoltre rilevato nelle pazienti già sottoposte ad altri trattamenti chemioterapici, oltre a quello considerato nel confronto degli studi.
Due studi per scelte diverse
Ascent-03 prende in esame le pazienti che non possono ricevere l’immunoterapia. Ascent-04, invece, riguarda il gruppo per il quale questo approccio terapeutico è praticabile, così da valutare l’impiego del farmaco in due scenari clinici differenti.
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Alessandra Fabi, responsabile dell’Unità di Medicina di Precisione in Senologia della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs di Roma e componente del consiglio direttivo dell’Aiom, ha spiegato che i risultati riguardano caratteristiche cliniche diverse e confermano un effetto sulla progressione in entrambi gli studi.
Una possibile prima linea
Il carcinoma mammario triplo negativo costituisce circa il 15-17% dei tumori della mammella. La definizione dipende dall’assenza dei recettori per gli estrogeni, il progesterone e Her2, elementi che distinguono questa forma dalle altre neoplasie del seno.
Secondo Fabi, i risultati di Ascent-03 e Ascent-04 indicano una «vera innovazione terapeutica» e collocano sacituzumab govitecan tra le opzioni di prima linea per la malattia avanzata, indipendentemente dall’idoneità della paziente all’immunoterapia. La valutazione si basa in particolare sull’allungamento del periodo senza progressione osservato nei diversi sottogruppi analizzati.
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