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Salute 3 min di lettura48 min fa

Studio su 46 bambini: risposta al cibo legata al peso

Uno studio su 46 partecipanti associa il consumo elevato a reazioni cerebrali intense e peso maggiore dopo un anno

Uno studio statunitense ha collegato il consumo elevato di alimenti ultraprocessati a una maggiore reattività cerebrale dei bambini davanti a cibi appetitosi.

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Il peso dell’ambiente alimentare

Secondo Kathleen Page, pediatra della University of Southern California, migliorare la disponibilità di alimenti più sani dovrebbe coinvolgere anche il contesto in cui le famiglie fanno le loro scelte. «Cambiare l’ambiente alimentare, per aiutare le persone ad avere cibi più sani e poco trasformati, è parte importante della soluzione», ha affermato.

Gli autori ricordano infatti che questi prodotti sono spesso economici, facilmente reperibili e pratici. Per questo, a loro avviso, la responsabilità non può essere attribuita soltanto ai genitori o ai bambini. Le principali linee guida alimentari internazionali indicano intanto di limitarne il consumo e di preferire prodotti poco trasformati, tra cui frutta e verdura fresche.


I limiti della ricerca

La ricerca, pubblicata su Jama Network Open, è di tipo osservazionale e ha coinvolto un gruppo ristretto di partecipanti. Non consente quindi di stabilire se gli alimenti ultraprocessati provochino direttamente cambiamenti nell’attività cerebrale o un aumento del peso.

Page sta preparando uno studio successivo. Ai bambini abituati a consumare questi prodotti verranno proposti alimenti meno trasformati, così da verificare se cambieranno le risposte del cervello e se emergeranno conseguenze misurabili sul peso.


Il comportamento osservato

Il lavoro è stato realizzato su 46 bambini tra 7 e 10 anni, inseriti nel progetto BrainChild, dedicato allo studio nel tempo dei rischi legati a diabete e obesità. Al momento dell’inclusione tutti avevano un peso considerato normale, elemento che ha permesso di osservare possibili segnali precoci.

I ricercatori hanno raccolto informazioni sull’alimentazione, sull’indice di massa corporea, sulla quantità di grasso e sulla circonferenza della vita. Le stesse misurazioni sono state ripetute dodici mesi più tardi, mentre all’inizio i partecipanti guardavano, durante una risonanza magnetica, immagini di biscotti, patatine fritte e altri alimenti molto appetitosi.

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Cosa mostra lo studio

Nei bambini con il consumo più alto di prodotti ultraprocessati, la vista delle immagini attivava maggiormente lo striato dorsale, una zona associata ai meccanismi di ricompensa e motivazione. Una risposta più intensa in quest’area risultava collegata a valori superiori di indice di massa corporea e di grasso corporeo dopo un anno.

Alla conclusione dell’osservazione, nello stesso gruppo erano inoltre più elevate la circonferenza della vita, la massa corporea e la percentuale di grasso. Considerando anche la reazione dello striato dorsale, il legame con l’indice di massa corporea si riduceva del 31%, mentre quello con il grasso corporeo calava del 44%, senza però annullarsi.

Gli alimenti analizzati sono prodotti industriali formulati per avere gusto, praticità e lunga durata. Tra gli esempi figurano cereali per la colazione, pane confezionato e zuppe istantanee, spesso con dolcificanti artificiali, coloranti o conservanti. Negli Stati Uniti rappresentano in media il 67% delle calorie consumate ogni giorno dai bambini.

Ricerche precedenti li avevano già associati a maggiore peso, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari. Il nuovo lavoro si è concentrato invece sul possibile rapporto tra consumo abituale, risposta cerebrale agli alimenti e successive variazioni della composizione corporea.

Page ha spiegato che durante l’infanzia il cervello, le abitudini e le preferenze alimentari sono ancora in formazione. «Questo studio va oltre la constatazione che gli alimenti ultraprocessati incidono sul peso: ci dà un’idea dei meccanismi neurobiologici attraverso cui questi alimenti possono essere collegati alla composizione corporea nel tempo», ha detto la pediatra.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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