Stratus, attenzione agli occhi: il sintomo che può confondere
La variante XFG, chiamata anche “Covid americano”, è associata a mal di gola intenso e disturbi simili a quelli di un forte raffreddore.
La lacrimazione abbondante è stata riferita da alcune persone infettate dalla variante Stratus, ma non rappresenta un segnale sufficiente per riconoscere il Covid. Un disturbo simile può infatti comparire anche in caso di allergia o congiuntivite.
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Gli occhi non bastano per capire
I problemi oculari sono già stati osservati nelle diverse fasi della pandemia. Per questo, la presenza isolata di lacrimazione non consente di attribuire con certezza il sintomo alla variante XFG, denominata Stratus.
Il quadro più frequente resta quello di un’infezione simile a un raffreddore intenso. Tra i disturbi descritti compaiono soprattutto irritazione marcata alla gola, tosse, congestione nasale, spossatezza, febbre, dolori muscolari e alterazioni del gusto o dell’olfatto.
Mal di gola tra i segnali principali
La manifestazione segnalata più spesso di recente è un dolore alla gola particolarmente forte. A questa possono aggiungersi mal di testa, naso chiuso e i sintomi generali tipici dell’infezione da Covid.
Secondo Donald Grant, consulente clinico di The Independent Pharmacy, il rischio di sviluppare conseguenze più significative riguarda in particolare le persone anziane e chi ha difese immunitarie ridotte. La sola sintomatologia, tuttavia, non permette di stabilire con sicurezza la variante responsabile.
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Cosa sta accadendo in Gran Bretagna
Nel Regno Unito la crescita dei casi ha riportato Stratus al centro dell’attenzione. I dati relativi a settembre indicano che la quota di test positivi ha raggiunto il 7%, mentre nello stesso periodo i ricoveri ospedalieri sono aumentati di circa il 50%.
Le autorità sanitarie britanniche collegano l’incremento dei ricoveri alla maggiore circolazione complessiva del virus, non a una particolare aggressività della variante XFG. Il Dipartimento della salute della Gran Bretagna ha inoltre precisato che l’aumento osservato è compatibile con l’andamento stagionale dei mesi più freddi e che, al momento, non risultano prove di forme più gravi causate da Stratus.
Perché si parla di “Covid americano”
Il nome Stratus è stato affiancato da alcuni mezzi d’informazione all’etichetta “Covid americano”. La definizione deriva dal fatto che i primi aumenti della sua diffusione erano stati rilevati negli Stati Uniti.
La variante viene comunque sorvegliata a livello internazionale da oltre un anno. La sua maggiore presenza in Gran Bretagna, quindi, viene valutata nel quadro più ampio della circolazione stagionale del virus e non come prova, da sola, di una nuova emergenza sanitaria.
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