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Salute 2 min di lettura3 ore fa

Smartphone, un dispositivo può aiutare a individuare la cataratta

Un dispositivo collegato allo smartphone ha permesso di individuare la cataratta attraverso immagini dell’occhio, con risultati vicini a quelli delle visite in presenza.

Un dispositivo collegato allo smartphone ha permesso di individuare la cataratta attraverso immagini dell’occhio, con risultati vicini a quelli delle visite in presenza. La tecnologia è stata sviluppata da Aravind Eye Hospital di Madurai, in India, insieme alla Johns Hopkins University negli Stati Uniti.

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Diagnosi a distanza

Il confronto tra le valutazioni degli oftalmologi collegati da remoto e quelle dei medici che avevano visitato direttamente i pazienti ha mostrato una concordanza dell’89% per la cataratta in generale. La percentuale è salita al 96% nei casi di cataratta matura e si è attestata all’85% per quella immatura.

Le valutazioni hanno coinciso anche nell’89% dei casi in cui la cataratta era assente. L’accordo ha raggiunto il 97% per la pseudofachia, cioè la presenza di una lente intraoculare, e il 94% per lo pterigio, una crescita anomala di tessuto sulla superficie dell’occhio.

Secondo Prabhu Krishna Ravilla, autore della ricerca, il metodo potrebbe destinare il tempo degli specialisti all’interpretazione delle immagini e alle decisioni cliniche, riducendo gli spostamenti necessari per le visite. I risultati sono stati presentati al 44esimo Congresso della European Society of Cataract and Refractive Surgeons.


Come funziona il dispositivo

L’apparecchio si aggancia a uno smartphone Android e comprende una lente per ingrandire la parte anteriore dell’occhio. Due piccoli Led, alimentati dal telefono, illuminano l’area; un supporto in silicone viene appoggiato sull’orbita per limitare la luce esterna e mantenere invariata la distanza dall’occhio.

Prodotto in India, il sistema costa meno di 150 sterline, telefono compreso. È associato a un’applicazione per la telemedicina progettata per funzionare anche in luoghi dove la connessione internet è lenta, un elemento pensato per raggiungere comunità lontane dai centri specialistici.

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Il test nelle aree rurali

Gli operatori sanitari hanno seguito una formazione di tre ore. Al termine del corso riuscivano a esaminare gli occhi e a raccogliere le immagini in meno di due minuti e mezzo, per poi inviarle a un oftalmologo incaricato della valutazione a distanza.

La sperimentazione ha coinvolto 1.093 pazienti in 19 campi oculistici, strutture mobili temporanee organizzate in cinque città del Tamil Nadu. Le immagini sono state successivamente messe a confronto con gli esiti degli esami eseguiti dagli specialisti presenti sul posto.


Limiti e sviluppi futuri

Gli autori precisano che sono necessari altri studi per verificare l’utilità del dispositivo nella diagnosi di patologie che non riguardano il cristallino e per capire se il modello possa essere applicato in altri Paesi.

Burkhard Dick, presidente della European Society of Cataract and Refractive Surgeons, ha definito la tecnologia uno strumento potenzialmente utile per la selezione dei pazienti e l’invio agli specialisti, purché utilizzato con un’organizzazione adeguata. Ulteriori ricerche dovranno stabilire quanto ampio possa essere il suo impiego.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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