Sei segnali dell’ictus: riconoscerli aiuta a chiamare il 112
In Italia si registrano circa 100mila nuovi casi l’anno, con terapie efficaci solo se somministrate rapidamente.
In Italia si verificano circa 100.000 nuovi ictus ogni anno. Riconoscere subito i sintomi e chiamare il 112 può accelerare l’arrivo alle cure e ridurre il rischio di danni permanenti.
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I segnali da riconoscere
L’acronimo FAST riassume quattro campanelli d’allarme: un lato del viso che tende a cedere, la debolezza o l’impossibilità di sollevare un braccio, difficoltà nel parlare o nel comprendere le parole. La lettera finale ricorda di attivare immediatamente i soccorsi.
La versione BEFAST comprende anche la perdita improvvisa dell’equilibrio, accompagnata eventualmente da vertigini, e i disturbi improvvisi della vista. Anche se i sintomi scompaiono in breve tempo, è necessario chiedere aiuto: potrebbe essere un attacco ischemico transitorio, possibile segnale di un ictus imminente o già in corso.
Perché ogni minuto conta
Secondo la World Stroke Organisation, una persona su quattro rischia di essere colpita da ictus nel corso della vita. Più di un milione di persone in Italia vive con le conseguenze della malattia, tra problemi motori, difficoltà linguistiche, deficit cognitivi, alterazioni emotive e perdita dell’autonomia. Durante un episodio, il cervello può arrivare a perdere circa 2 milioni di neuroni ogni minuto, oltre a miliardi di connessioni e chilometri di fibre mieliniche.
«Troppi cittadini continuano a sottovalutare i sintomi dell’ictus o a pensare che possano risolversi da soli», ha osservato Andrea Vianello, presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv. L’associazione, insieme a ISA-AII, ha rilanciato in Italia il messaggio della Giornata mondiale dell’ictus 2026, promossa dalla World Stroke Organization.
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Le cure dipendono dalla rapidità
La trombolisi endovenosa e la trombectomia meccanica hanno migliorato la prognosi di numerosi pazienti, limitando in molti casi il danno cerebrale e la disabilità. La loro efficacia, però, è legata alla tempestività: anche un ritardo di pochi minuti può incidere sull’esito clinico e sull’accesso ai trattamenti più adatti.
«L’ictus è una patologia tempo-dipendente per definizione», ha spiegato Paola Santalucia, presidente di ISA-AII. In caso di sintomi non bisogna guidare personalmente né attendere il giorno successivo per consultare un medico: occorre chiamare subito il 112 e raggiungere il centro più appropriato attraverso il sistema di emergenza.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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