Sanità, Fratoianni: il nodo non è solo quanto si spende
Il leader di Sinistra Italiana contesta il valore reale degli stanziamenti e chiede più attenzione ai servizi territoriali e al personale
Il rafforzamento delle Case di comunità passa anche dalla disponibilità concreta di operatori. Nicola Fratoianni ritiene che la rete territoriale non possa funzionare senza un adeguato organico: «Se manca il personale bisogna mettercelo», ha affermato durante la presentazione del Nono Rapporto sul Servizio sanitario nazionale.
Il territorio non può restare senza personale
Per il segretario di Sinistra Italiana, l’assistenza non dovrebbe ruotare esclusivamente attorno agli ospedali. La risposta ai bisogni di salute deve comprendere anche strutture distribuite sul territorio, superando l’idea che il presidio ospedaliero sia sempre e comunque l’unica soluzione.
Fratoianni ha definito non sostenibile un modello fondato soltanto sull’ospedale. In questa prospettiva, le Case di comunità possono avere un ruolo, ma soltanto se accompagnate dalle risorse umane necessarie a renderle operative.
La salute dipende anche dal disagio sociale
Nel suo intervento, Fratoianni ha collegato il diritto alla salute alle condizioni economiche delle persone. L’articolo 32 della Costituzione, a suo giudizio, non può essere considerato soltanto in relazione al numero di prestazioni erogate: anche la dimensione sociale incide sulla prevenzione e sulla riduzione delle malattie.
L’aumento delle rinunce alle cure da parte di chi vive in povertà rappresenta, secondo il parlamentare, un elemento decisivo. Se la distribuzione delle risorse nazionali non tiene conto di questa realtà, ha sostenuto, si crea un cortocircuito dagli effetti molto gravi.
Il finanziamento perde valore reale
La critica riguarda anche il modo in cui viene presentata la crescita degli stanziamenti per il Servizio sanitario nazionale. Fratoianni ha osservato che l’incremento nominale non basta a descrivere la situazione, perché il dato deve essere confrontato sia con il Pil sia con l’inflazione.
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«Non si può continuare a dire che c’è un aumento nominale delle risorse», ha dichiarato. A suo avviso, l’incremento non copre le necessità effettive del Paese e segnala piuttosto un arretramento dell’investimento sanitario in rapporto all’economia nazionale e all’andamento dei prezzi.
Il segretario di Sinistra Italiana ha aggiunto che le somme effettivamente stanziate risulterebbero persino inferiori a quelle annunciate. Per evitare il collasso del Servizio sanitario nazionale, ha quindi chiesto una svolta radicale nelle politiche di finanziamento.
Le dichiarazioni sono state pronunciate alla Camera dei Deputati, in occasione dell’evento dedicato al rapporto sul Servizio sanitario nazionale realizzato dalla Fondazione Gimbe. Il documento, giunto alla Nona edizione, ha fatto da sfondo al confronto sul futuro dell’assistenza pubblica.
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