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Salute 2 min di lettura1 ora fa

Obesità giovanile, l’Oms cambia approccio: cosa prevedono le nuove regole

Le prime indicazioni internazionali dedicate a bambini e adolescenti privilegiano percorsi familiari e comportamentali, limitando il ricorso a medicinali e chirurgia

Il sostegno psicologico entra fin dall’inizio nel percorso di presa in carico dell’obesità durante l’infanzia e l’adolescenza. L’obiettivo indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è affrontare anche ansia, depressione e difficoltà nella gestione delle emozioni, senza attribuire al singolo minore la responsabilità esclusiva della propria condizione.


Una rete di cura intorno al minore

Le indicazioni puntano su équipe con competenze diverse e su un accompagnamento continuativo, capace di tutelare sia la salute metabolica sia quella psicologica. Per le famiglie, questo significa disporre di un orientamento più strutturato e di un modello che consideri la persona nel suo insieme.

Per i servizi sanitari territoriali, la priorità diventa rendere disponibili interventi di qualità già nei primi anni di vita. Nel documento si richiama inoltre la necessità di contrastare lo stigma, l’isolamento e le conseguenze sociali che possono accompagnare l’obesità nei più giovani.


Un fenomeno ormai globale

Nel 2024, secondo le stime dell’Oms, 170 milioni di persone tra i 5 e i 19 anni vivevano con l’obesità. Il gruppo comprendeva 70 milioni di bambini tra i 5 e i 9 anni, mentre altri 100 milioni erano pre-adolescenti o adolescenti.

La quota mondiale nella popolazione in età evolutiva è passata dal 2% del 1990 all’8%, con un incremento di quattro volte. L’Organizzazione Mondiale della Sanità descrive l’obesità come una patologia cronica e recidivante, associata anche a un possibile esordio precoce del diabete di tipo 2 e delle malattie cardiovascolari.


Il primo passo resta comportamentale

Le nuove linee guida globali, pubblicate per uniformare i criteri di intervento nei diversi sistemi sanitari, assegnano un ruolo centrale ai programmi organizzati su alimentazione, movimento e cambiamento delle abitudini. I percorsi possono essere individuali oppure coinvolgere l’intero nucleo familiare attraverso un approccio composto da più interventi coordinati.

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Anche gli strumenti digitali destinati alla salute possono essere utilizzati, ma soltanto con una presenza attiva e una supervisione costante da parte dei genitori o degli adulti responsabili. L’Oms insiste sulla costruzione di contesti favorevoli e su comportamenti mantenibili nel tempo, escludendo regimi rigidi non controllati e soluzioni occasionali.


Farmaci e chirurgia con limiti precisi

Per i bambini da 0 a 9 anni il documento non ammette medicinali, dispositivi per dimagrire né chirurgia bariatrica. L’agenzia osserva che tali trattamenti non risultano autorizzati in quasi nessun Paese per questa fascia, pur segnalando prescrizioni fuori indicazione anche a bambini di 6 anni: una pratica che, secondo le conoscenze disponibili, non trova un adeguato sostegno scientifico.

Tra i 10 e i 19 anni, un farmaco approvato può essere preso in considerazione soltanto quando i programmi supervisionati dedicati allo stile di vita non abbiano raggiunto l’esito atteso. La chirurgia bariatrica conserva invece un carattere straordinario e può essere valutata esclusivamente in presenza di obesità grave, con controlli specialistici rigorosi.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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