Ricerca, pasti su misura: glicemia e pressione in calo
La ricerca preliminare ha seguito per otto mesi oltre 100 adulti con diabete di tipo 2 e ipertensione
Un programma di pasti personalizzati ha ridotto pressione arteriosa ed emoglobina glicata in adulti con diabete di tipo 2 e ipertensione. I risultati, ancora preliminari, sono stati presentati sotto forma di riassunto al congresso dell’American Heart Association a Chicago.
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Gli effetti dopo otto mesi
Dopo otto mesi, la qualità complessiva dell’alimentazione è cresciuta in entrambi i gruppi coinvolti nella ricerca. Il punteggio relativo all’aderenza al modello mediterraneo è aumentato di 3 punti.
Nello stesso periodo, l’emoglobina glicata è diminuita di circa lo 0,5%, mentre i valori della pressione massima e minima si sono ridotti di 4 millimetri di mercurio. La diminuzione dei pasti ricevuti non ha annullato i benefici osservati, quando era accompagnata da attività di educazione alla salute cardiovascolare e da indicazioni per mangiare in modo equilibrato a casa.
Come era organizzato il programma
Lo studio ha coinvolto oltre 100 adulti, divisi in due gruppi. Il primo ha ricevuto 10 pasti personalizzati alla settimana per tutti gli 8 mesi; il secondo ha seguito lo stesso schema nei primi 3 mesi, per poi perdere un pasto al mese nei 5 mesi successivi, fino ad arrivare a cinque pasti settimanali.
Tutti i partecipanti hanno incontrato un dietologo e preso parte a lezioni interattive dedicate alla salute del cuore. Il percorso comprendeva anche dimostrazioni di cucina, prodotti freschi, condimenti più salutari e ingredienti destinati a sostenere le nuove abitudini alimentari tra le mura domestiche.
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Il cibo come supporto sanitario
La ricerca rientra nel programma Health Care by Food dell’American Heart Association, che ha finanziato il progetto. I ricercatori hanno confrontato diversi livelli di fornitura dei pasti per capire se una riduzione progressiva, affiancata da consulenza nutrizionale e formazione, potesse mantenere risultati simili a quelli ottenuti con il dosaggio completo.
Nour Makarem, dell’Unità Malattie Croniche della Mailman School of Public Health del Columbia University Irving Medical Center di New York, ha spiegato che i programmi basati sull’alimentazione possono avere effetti rilevanti sulla prevenzione quando sono collegati a iniziative di promozione della salute cardiovascolare. Secondo la ricercatrice, questo approccio potrebbe essere particolarmente utile per gli adulti ad alto rischio, per chi dispone di risorse limitate o per chi incontra difficoltà nell’acquistare alimenti sani.
La Dichiarazione scientifica dell’American Heart Association del 2025 indica la scarsa qualità della dieta tra i principali fattori associati alle malattie cardiometaboliche. Negli Stati Uniti, più della metà degli adulti consuma quantità non adeguate di frutta, verdura, cereali integrali, pesce e acidi grassi omega-3, mentre assume troppa carne lavorata, bevande zuccherate e sodio.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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