Quindicenni, uno su quattro supera le quattro ore sui social
L’indagine Cnr rileva anche il ricorso all’intelligenza artificiale, il ritiro in casa e segnali di disagio psicologico
Il 26,8% dei quindicenni trascorre ogni giorno più di quattro ore sui social network. La quota era del 20,7% nel 2025.
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Il coinvolgimento nel cyberbullismo
Tra gli adolescenti considerati, il 47,5% risulta abitualmente coinvolto nel cyberbullismo come autore. Il 23,0% ne è vittima, mentre il 16,2% ricopre entrambi i ruoli.
Il dato riguarda un’indagine condotta nel 2026 su circa 3.000 adolescenti, seguiti dal 2025 per cinque anni attraverso il progetto “Mutamenti interazionali e benessere”. I risultati saranno presentati il 5 novembre al Consiglio nazionale delle ricerche.
Quasi metà resta a casa
Le uscite limitate alle sole attività scolastiche interessano il 49,9% dei giovani coinvolti. Per il resto della giornata, queste ragazze e questi ragazzi tendono a rimanere nell’abitazione.
Nel 6,6% dei casi l’isolamento si è protratto per almeno sei mesi, durata indicata nell’indagine come soglia associata allo stadio dell’hikikomori. Il fenomeno viene rilevato insieme alla crescente presenza dei ragazzi negli ambienti virtuali.
Social e intelligenza artificiale
L’uso intenso delle piattaforme riguarda soprattutto le ragazze, tra le quali la percentuale arriva al 35%. Inoltre, il 73,1% degli adolescenti dichiara di utilizzare sistemi di intelligenza artificiale, soprattutto per chiarire questioni scolastiche, soddisfare curiosità e ricevere aiuto nei compiti.
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Per il 16,2% l’impiego dell’intelligenza artificiale è classificato come disfunzionale: l’indagine cita il forte coinvolgimento emotivo, la fiducia senza riserve e forme di dipendenza. Il 55% degli intervistati segnala inoltre il phubbing, cioè il disagio provato quando qualcuno interrompe la navigazione o una conversazione in rete.
Ansia, autostima e aggressività
I sintomi riconducibili ad ansia e depressione interessano il 20,7% del campione, con una presenza maggiore tra le ragazze. La bassa autostima riguarda il 37,3%, mentre il 26,2% mostra livelli elevati di aggressività.
Un ulteriore 14,5% tende a ridurre la gravità dei comportamenti dannosi e presenta un atteggiamento definito di disimpegno morale; in questo gruppo prevalgono i ragazzi. Antonio Tintori del Cnr ha osservato: «Il mondo virtuale e ora l’Ia ci stanno silenziosamente proiettando in una nuova dimensione comunicativa che, per ora, sta producendo più disagi che benefici».
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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