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Salute 2 min di lettura1 ora fa

Quando la leucemia entra nell’arte: la storia oltre la diagnosi

Alla 61ª Biennale d’Arte di Venezia una tela di Angelo Orazio Pregoni racconta il peso umano, emotivo e relazionale della leucemia linfatica cronica.

Una persona malata al centro della scena, mentre tutto ciò che la circonda perde progressivamente nitidezza. È l’immagine scelta da Angelo Orazio Pregoni per rappresentare la leucemia linfatica cronica oltre la dimensione clinica, dando spazio alla biografia e alle emozioni di chi riceve la diagnosi.


La persona oltre la diagnosi

Il progetto è sostenuto da BeOne Medicines e viene presentato alla 61ª Biennale d’Arte di Venezia attraverso la tela monumentale “Natura Viva: il malato e il secolo breve”. L’opera mostra una figura in vestaglia, seduta su una poltrona, attorniata da alcune personalità simbolo del Novecento.

I personaggi restano però in secondo piano e, procedendo da sinistra verso destra, appaiono sempre meno definiti. La scelta visiva richiama un’esperienza di malattia mutevole e complessa, capace di trasformare la vita anche dopo la guarigione. Pregoni si è avvicinato a questo tema dopo aver visto una persona a lui vicina affrontare la leucemia linfatica cronica.

“Quest’opera ci ricorda che una diagnosi non può e non deve mai definire una persona, così come una didascalia non può contenere un dipinto”, spiega l’artista. La figura al centro, unica a rivolgere lo sguardo verso chi osserva, rappresenta così la volontà di riaffermare la propria storia individuale davanti alla classificazione medica.


Una malattia che coinvolge tutta la vita

La leucemia linfatica cronica è la forma di leucemia più frequente tra gli adulti e rappresenta il 30% delle diagnosi complessive. In Italia si stimano circa 2.750 nuovi casi ogni anno.

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Secondo Livio Trentin, Ordinario di Ematologia e Direttore dell’Unità Complessa di Ematologia del Dipartimento di Medicina dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, la patologia non riguarda soltanto l’organismo: i suoi effetti si estendono alla dimensione psicologica, emotiva e alle relazioni della persona, coinvolgendo anche i familiari.


Diagnosi e nuove prospettive terapeutiche

La parola “leucemia” può generare angoscia, anche quando la malattia ha un andamento lento e non rende necessario iniziare subito una terapia. L’impatto della comunicazione della diagnosi, quindi, non coincide necessariamente con l’urgenza del trattamento.

Negli ultimi anni la ricerca ha portato a importanti avanzamenti nelle cure. Sono oggi disponibili trattamenti più efficaci, mirati e meglio tollerati, non più basati sulla chemioterapia, con l’obiettivo di preservare una buona qualità di vita.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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