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Salute 3 min di lettura2 ore fa

Payback sanitario, le imprese chiedono correzioni alla manovra

Egualia sollecita un tetto di spesa più alto dal 2027; i produttori di dispositivi contestano gli oneri arretrati

Le imprese dei farmaci equivalenti e dei dispositivi medici chiedono modifiche alla legge di Bilancio sul meccanismo del payback.

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Le richieste delle Pmi

Conflavoro Pmi Sanità contesta il recupero degli importi relativi al periodo 2019-2023, previsto dall’articolo 73 della manovra fino al 2031. Il presidente Gennaro Broya de Lucia accusa il Governo di scaricare sui fornitori una parte dei costi provocati dagli sforamenti della spesa regionale.

L’associazione chiede di cancellare il payback per le annualità già maturate e di escludere dal meccanismo microimprese e piccole aziende. «La sanità pubblica deve pagare ciò che acquista: non può ordinare dispositivi medici, utilizzarli negli ospedali e poi trasferire sui fornitori il costo degli sforamenti di bilancio», ha affermato Broya de Lucia.


Farmaci equivalenti e tetto di spesa

Egualia considera utili gli incentivi destinati agli investimenti, ma ritiene che non bastino a proteggere le produzioni già attive. Secondo il presidente Riccardo Zagaria, la tenuta dell’offerta di medicinali essenziali, soprattutto quelli non più coperti da brevetto, resta esposta a problemi strutturali.

L’associazione propone di intervenire già con questa manovra sul payback farmaceutico, separando i medicinali soggetti a esclusiva da quelli acquistati tramite gare pubbliche. I due ambiti, osserva Egualia, hanno dinamiche differenti: i farmaci equivalenti sono già sottoposti a una forte concorrenza sui prezzi.

Egualia chiede inoltre di portare al 2027, invece che al 2028, l’aumento del limite per la spesa farmaceutica diretta. Per Zagaria, «la sicurezza delle forniture non dipende solo dagli investimenti futuri», ma anche dalla possibilità di mantenere oggi in Italia e in Europa la capacità produttiva dei medicinali essenziali.


Il confronto sui dispositivi medici

Confindustria Dispositivi Medici annuncia una mobilitazione dell’intera filiera e valuta iniziative giudiziarie se il testo non verrà corretto durante l’esame parlamentare. Il presidente Fabio Faltoni sostiene che le aziende siano chiamate a coprire costi estranei alla loro gestione e legati agli sforamenti delle Regioni.

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Tra gli aspetti contestati figura la quantificazione degli importi per il periodo 2019-2023, con versamenti previsti entro luglio 2027. Le imprese criticano anche l’inclusione degli anni dell’emergenza Covid e l’incremento dello 0,1% dei tetti di spesa.

Secondo le stime dell’associazione, il payback riferito agli anni dal 2019 al 2029 potrebbe raggiungere 12,5 miliardi di euro. Faltoni indica inoltre una richiesta arretrata di 520 milioni per ciascuno dei cinque anni successivi, mentre l’onere complessivo aumenterebbe in media di 1,5 miliardi ogni anno.

«Se non saranno stralciati, durante l’iter parlamentare, i commi da 2 a 6 dell’art. 73, impugneremo le scelte del Governo in tutte le sedi competenti», ha dichiarato Faltoni. Nel suo intervento ha richiamato anche l’ordinanza del Consiglio di Stato che ha rimesso alla Corte europea la questione del payback, rilevando quattro possibili motivi di incompatibilità.

La proposta contenuta nella manovra assegna 350 milioni di euro all’anno dal 2028 al 2031, per un totale di 1,4 miliardi, a parziale copertura degli oneri delle aziende fornitrici. Per il 2019 il pagamento è fissato al 30 luglio 2027, ma Conflavoro segnala che per quell’annualità non sarebbe prevista la detrazione del contributo statale applicata agli anni successivi.

Il nuovo tetto del 4,7% per la spesa dei dispositivi decorrebbe dal 2027 e il testo, secondo l’associazione, non chiarirebbe se possa valere anche per il periodo precedente. Conflavoro aggiunge che il sostegno pubblico non elimina il debito richiesto alle imprese e non prevede esenzioni specifiche per le realtà più piccole.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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