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Salute 2 min di lettura2 ore fa

Sanità, Cimo-Fesmed: fondi della manovra senza effetti concreti

Il sindacato chiede più personale e servizi, temendo che le risorse si disperdano tra misure e bilanci regionali.

La Federazione Cimo-Fesmed giudica insufficienti le risorse destinate alla sanità dalla manovra approvata il 28 ottobre dal Consiglio dei ministri.

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Le richieste del sindacato

Il presidente Guido Quici sostiene che, alla vigilia delle elezioni e nonostante le tensioni internazionali, per il Servizio sanitario nazionale sarebbe stato necessario un impegno maggiore. «Per un settore essenziale come la sanità pubblica ci saremmo aspettati molto di più», ha dichiarato.

Secondo Quici, proteggere il Ssn richiede interventi concreti e non soltanto l’annuncio di un finanziamento record. I professionisti, ha aggiunto, devono poter lavorare in condizioni adeguate per garantire il funzionamento dei servizi.

Il sindacato contesta soprattutto la destinazione delle somme. «Il problema non sia soltanto quanto si investe nella sanità, bensì dove vengono indirizzate le risorse», ha osservato Quici, precisando che il giudizio potrà essere completato soltanto dopo la pubblicazione del testo definitivo.


Personale e liste d’attesa

Cimo-Fesmed segnala l’assenza di misure strutturali per rafforzare gli organici degli ospedali e delle nuove strutture di comunità. A suo giudizio, mancano anche interventi per riconoscere adeguatamente il lavoro dei professionisti sanitari.

La Federazione collega la carenza di risorse all’impossibilità di aumentare le prestazioni disponibili. Senza un ampliamento dell’offerta, sostiene il sindacato, sarà difficile incidere sulle liste d’attesa e migliorare l’accesso dei cittadini alle cure.

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L’incremento del Fondo sanitario nazionale viene quindi considerato potenzialmente incapace di produrre cambiamenti visibili. La sanità pubblica, secondo la nota, potrebbe continuare a convivere con le difficoltà già presenti, anche a fronte dello stanziamento definito record.


Il rischio per i finanziamenti

Quici richiama inoltre le somme previste per il payback, l’efficientamento energetico, l’aggiornamento dei Drg e le misure rivolte ai medici dei Pronto soccorso. Una volta sottratti questi capitoli, sostiene, le risorse effettivamente disponibili per l’assistenza potrebbero ridursi sensibilmente.

Il presidente teme anche che gli interventi decisi a livello nazionale vengano frammentati nei bilanci delle Regioni. A sostegno della preoccupazione cita l’aggiornamento dei Drg: due anni fa era stato previsto un miliardo di euro, ma secondo il sindacato quelle somme non hanno prodotto nei territori un rafforzamento concreto della sanità pubblica.

Cimo-Fesmed chiede quindi che l’esperienza precedente non si ripeta e che il finanziamento aggiuntivo si traduca in personale, prestazioni e servizi effettivamente disponibili.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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