Odori e invecchiamento: la pista che guarda alla memoria
All’Università di Cagliari si studia il rapporto tra olfatto, gusto, funzioni cognitive e possibili segnali precoci del deterioramento
Gli estratti naturali e gli oli essenziali rappresentano uno dei filoni esplorati da Carla Masala insieme ad Antonella Rosa. Il lavoro prende in esame il possibile legame tra stimolazione olfattiva, attività cerebrale e prestazioni cognitive nel corso dell’invecchiamento.
L’obiettivo è capire meglio se le variazioni nella percezione degli odori possano offrire informazioni sui cambiamenti che interessano il cervello. Si tratta di una linea di ricerca ancora concentrata sull’individuazione di possibili indicatori, non di uno strumento diagnostico già definito.
Il naso come possibile segnale
La capacità di avvertire, identificare e distinguere gli odori viene confrontata con diversi elementi: età, condizioni di salute, alimentazione e abilità cognitive. Tra le funzioni osservate figurano memoria, attenzione, linguaggio, orientamento e capacità di affrontare i problemi.
Con il passare degli anni, la sensibilità olfattiva tende a diminuire. Secondo il percorso di ricerca, questa riduzione può accompagnarsi ad alcune modifiche delle capacità cognitive e per questo l’olfatto viene valutato come possibile indicatore precoce di determinati cambiamenti.
Dallo studio dei sensi ai biomarcatori
Le analisi condotte da Masala guardano anche alle malattie neurodegenerative, tra cui Alzheimer e Parkinson. La prospettiva è individuare biomarcatori capaci di segnalare eventuali condizioni di rischio prima che compaiano manifestazioni cliniche più evidenti.
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Il lavoro rientra negli studi sull’invecchiamento in buona salute, che non considerano soltanto la durata della vita, ma anche la conservazione delle abilità fisiche e mentali. In questo quadro, i sistemi sensoriali possono fornire elementi utili per seguire l’evoluzione dello stato di salute.
Gusto e olfatto lavorano insieme
La ricerca non si limita alla funzione olfattiva. Vengono considerati anche il sistema gustativo e quello trigeminale, strettamente coinvolti nella percezione degli stimoli e collegati tra loro nel modo in cui riconosciamo le sensazioni.
Capire come questi sistemi cambino con l’età può contribuire a chiarire i meccanismi dell’invecchiamento e le loro ripercussioni sull’organismo. È all’interno del dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Cagliari che Masala, docente dell’ateneo, studia da anni il funzionamento di olfatto, gusto e sistema trigeminale in rapporto alle caratteristiche individuali e cognitive.
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