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Salute 3 min di lettura1 ora fa

Nursind: la manovra lascia senza risposte gli infermieri

Andrea Bottega contesta assenza di aumenti e incentivi, oltre alle misure su turni, pronto soccorso e prestazioni aggiuntive

Il sindacato Nursind ha bocciato la legge di Bilancio per l’assenza di misure dedicate agli infermieri. Il provvedimento inizierà il suo esame parlamentare il 3 novembre.

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I 100 milioni per il contenzioso

L’unica voce giudicata positiva da Andrea Bottega riguarda i 100 milioni di euro destinati alle cause sul buono pasto non riconosciuto al personale turnista. Secondo il segretario nazionale di Nursind, gli infermieri rappresentano la maggior parte dei lavoratori coinvolti.

Bottega ha annunciato che il sindacato proverà a ottenere quelle somme fino all’ultimo centesimo, richiamando le sentenze già favorevoli ai dipendenti del comparto sanitario. Per il resto, ha definito la manovra «a somma zero» per la categoria.


Le critiche alla legge di Bilancio

Tra le misure contestate c’è anche quella sull’indennità per il pronto soccorso. Il contratto collettivo nazionale 2025-2027 ha ridotto di 100 euro lordi mensili la voce destinata ai professionisti dei reparti di emergenza, mentre la manovra prevede ora un incremento dello stesso importo.

Il segretario di Nursind considera l’intervento una compensazione solo apparente e sostiene che le risorse avrebbero potuto essere utilizzate per ridurre la tassazione sul lavoro a turni, altrettanto gravoso.

La legge di Bilancio, secondo Bottega, è la più penalizzante per gli infermieri tra le cinque approvate dai governi guidati da Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti. Il sindacalista ha inoltre rilevato che nel testo non emergerebbe una presenza riconoscibile del ministro della Salute Orazio Schillaci.


Stipendi e nuove assunzioni

Nursind segnala innanzitutto l’assenza di aumenti retributivi per una professione alle prese con carenze di personale e abbandoni del Servizio sanitario nazionale. Anche la riduzione dell’Irpef per i redditi compresi tra 50 e 55mila euro viene considerata poco utile, perché pochi infermieri raggiungerebbero quella soglia.

Bottega ha sintetizzato la valutazione del sindacato con l’espressione «il nulla cosmico». A suo giudizio, il provvedimento non offre strumenti per attirare i giovani verso la professione né per convincere chi già lavora a rimanere nel sistema pubblico.

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Il sindacato collega questa impostazione ad alcune misure rivolte al settore privato, tra cui il buono destinato agli anziani e i fondi per 1,4 miliardi di euro legati al meccanismo del payback. Nursind ritiene che tale direzione favorisca il privato a scapito del Servizio sanitario nazionale.


Turni e prestazioni aggiuntive

Tra le richieste rimaste senza risposta c’era la detassazione delle indennità per il disagio legato ai turni distribuiti sulle 24 ore. La stessa agevolazione per gli incrementi contrattuali è stata prevista soltanto per i dipendenti del settore privato.

Le prestazioni aggiuntive valgono 87 milioni di euro, ma nella manovra risultano circoscritte all’abbattimento delle liste d’attesa. Non potranno quindi essere impiegate per coprire le carenze di organico nei reparti, come avvenuto in precedenza.

Nursind evidenzia così una differenza tra il personale turnista e quello che non svolge turni: i primi continuerebbero a coprire i posti vacanti con straordinari pagati circa 21 euro lordi all’ora, mentre gli altri potrebbero arrivare a 50 euro orari con le prestazioni aggiuntive.

Il sindacato sostiene infine che la scelta contrasti con gli obiettivi del Quadro europeo di finanza pubblica 2028-2034, che impegnerebbe la Commissione europea a portare la forza lavoro sanitaria ad almeno un milione di operatori in più.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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