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Salute 2 min di lettura5 giorni fa

Morbillo, Bassetti avverte: Liguria travolta, l’Italia può finire in epidemia

Il direttore della clinica infettivologica del San Martino segnala 12 casi in 20 giorni in Liguria e richiama il boom dei contagi in più regioni, mentre il ministero invita a rafforzare sorveglianza e vaccini.

L’aumento dei contagi sta riportando il morbillo al centro dell’attenzione sanitaria, con la Liguria indicata come l’area più colpita nelle ultime settimane. A lanciare l’allarme è Matteo Bassetti, che parla di una situazione già critica e collega il quadro regionale a un problema nazionale più ampio.


In Liguria i contagi corrono

Nel giro di 20 giorni, in Liguria sono stati segnalati 12 casi, quattro dei quali hanno richiesto il ricovero al Policlinico San Martino di Genova. I pazienti sono finiti in ospedale per complicanze di tipo polmonare, neurologico ed epatico.

Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Irccs San Martino, ha definito il quadro un focolaio epidemico mai visto prima nella regione. Nel suo messaggio social ha spiegato che, a suo giudizio, non si tratta di un episodio isolato ma dell’inizio di un’ondata più ampia che potrebbe coinvolgere anche il resto del Paese.

Il medico ha insistito soprattutto sulla gravità della malattia, ricordando che il morbillo non va considerato un’infezione banale. Ha inoltre sottolineato che la circolazione del virus è favorita dal mancato ricorso alla vaccinazione, sia tra chi è nato negli anni ’80-90 sia tra molti bambini che non hanno completato l’immunizzazione, nonostante sia prevista come obbligatoria.


I dati nazionali e la stretta del ministero

Sul fronte italiano, nei primi 5 mesi del 2026 i casi confermati sono arrivati a 472, contro i 322 del 2025 nello stesso periodo. La situazione potrebbe però peggiorare se trovassero conferma anche i 609 casi classificati come possibili o probabili.

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Il ministero della Salute, alla luce di questa crescita, ha diffuso una circolare per chiedere alle Regioni e agli altri soggetti coinvolti di rafforzare i controlli e spingere le campagne vaccinali. L’attenzione è rivolta soprattutto ai giovani adulti tra i 15 e i 39 anni e ai bambini che hanno ricevuto soltanto una dose.

Nella stessa circolare viene richiamato anche lo scenario di alcune regioni in cui il trend appare più marcato, tra cui Campania, Calabria, Lazio e Toscana. L’obiettivo indicato è quello di recuperare le coperture mancanti prima che la diffusione del virus continui ad allargarsi.

L’immunizzazione contro il morbillo prevede due somministrazioni: la prima dopo il primo anno di età, la seconda tra i 5 e i 6 anni.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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