Miopia infantile, il Bambino Gesù prova a frenarla: cosa cambia
A Palidoro nasce un percorso dedicato a bambini e adolescenti miopi, con controlli mirati per riconoscere in anticipo le progressioni più rapide.
In Italia la miopia riguarda oltre due milioni di persone tra i 5 e i 19 anni. Quando compare nei primi anni di vita e aumenta rapidamente, cresce anche la possibilità che raggiunga livelli elevati, collegati a un rischio maggiore di problemi oculari in età adulta. Per questo il Bambino Gesù ha attivato a Palidoro, vicino Roma, un ambulatorio dedicato esclusivamente alla miopia: è il primo servizio di questo tipo all’interno di un ospedale pediatrico italiano.
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Il rischio cresce con la progressione
L’obiettivo non è cancellare il difetto visivo già presente, ma seguirne l’evoluzione durante la crescita e cercare di contenerne l’aggravamento. Le forme più severe possono infatti essere associate, nel corso della vita, a distacco della retina, maculopatia miopica e glaucoma.
Il progetto servirà anche a raccogliere informazioni sull’andamento della miopia nella popolazione pediatrica italiana, un ambito per il quale sono ancora disponibili dati epidemiologici limitati. «La miopia non è soltanto un difetto della vista da correggere con gli occhiali, ma una condizione che può avere conseguenze importanti sulla salute degli occhi in età adulta», spiega Luca Buzzonetti, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica del Bambino Gesù.
Controlli personalizzati a Palidoro
Il nuovo ambulatorio opera come livello specialistico aggiuntivo rispetto alle visite oculistiche ordinarie. I pazienti potranno arrivarvi dopo una diagnosi effettuata presso l’Oculistica del Bambino Gesù, quando gli specialisti riterranno utile verificare con maggiore attenzione la velocità di peggioramento e gli eventuali fattori di rischio.
La frequenza degli appuntamenti sarà stabilita individualmente: potranno essere previsti ogni sei mesi oppure una volta all’anno, considerando l’età, l’andamento del difetto e le caratteristiche del singolo caso. Attraverso esami specifici, i medici valuteranno l’evoluzione della miopia e l’eventuale ricorso alle opzioni disponibili per rallentarla. «Intervenire durante l’infanzia per rallentarne la progressione significa proteggere la vista degli adulti di domani», aggiunge Buzzonetti.
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Anche le abitudini hanno un ruolo
Accanto al monitoraggio clinico, il percorso richiama l’attenzione sui comportamenti quotidiani. Tra le indicazioni segnalate dagli specialisti ci sono più attività all’aria aperta, meno esposizione prolungata agli schermi a distanza ravvicinata e controlli oculistici programmati.
Per i bambini che hanno già sviluppato la miopia e presentano un rischio più alto di progressione, queste attenzioni possono quindi affiancarsi a un programma specialistico mirato. La finalità resta seguire il difetto negli anni della crescita e ridurre, per quanto possibile, la probabilità che evolva verso forme più gravi.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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