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Salute 2 min di lettura1 ora fa

Medici, il rinnovo vale fino a 560 euro: ora la prova della manovra

La pre-intesa per l’Area Sanità interessa circa 138mila dirigenti e introduce aumenti, nuove garanzie sul lavoro e controlli sul divario retributivo di genere.

La legge di Bilancio sarà il banco di prova per rendere effettivi gli effetti del rinnovo contrattuale. Sindacati e Federazione nazionale degli ordini dei medici chiedono infatti ulteriori fondi per il personale e per il Servizio sanitario nazionale, indicando nelle assunzioni e nel contrasto al caro vita le priorità immediate.

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, avverte che il Governo non dovrebbe vanificare il risultato dei rinnovi e sollecita risorse aggiuntive già con la prossima manovra. Sulla stessa linea Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, che reclama nuovi stanziamenti per aumentare gli organici. Anaao Assomed lega invece la tenuta del sistema pubblico alla disponibilità di investimenti adeguati: senza di essi, sostiene il sindacato, la fuga dei professionisti potrebbe proseguire.


Il rinnovo punta sul personale

Il provvedimento ha raccolto il consenso della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e del presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità Marco Alparone. Meloni ha sottolineato: «Continuiamo a investire sulle professionalità del nostro Servizio sanitario nazionale, riconoscendo il lavoro, le competenze e le responsabilità di chi ogni giorno garantisce assistenza e cure ai cittadini».

Anche Fp Cgil, Cisl medici, Uil Fp, Anaao Assomed, Cimo Fesmed e Fnomceo hanno espresso apprezzamento per l’accordo. Antonio Naddeo, alla guida dell’Aran, ha evidenziato che la sottoscrizione in tempi ravvicinati dovrebbe ridurre l’intervallo tra la scadenza del contratto e la sua applicazione, mentre secondo Alparone le nuove condizioni possono aumentare l’attrattività delle professioni sanitarie.


Aumenti e nuove protezioni

La pre-intesa riguarda il periodo 2025-27 e prevede un incremento mensile che può arrivare a 560 euro, con decorrenza dall’inizio del 2027. Il testo estende inoltre le garanzie contro le aggressioni sul luogo di lavoro, contempla permessi legati a patologie gravi e stabilisce criteri per l’impiego dell’Intelligenza artificiale.

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L’intesa interessa circa 138mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Nel dettaglio, il perimetro comprende 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici, tra cui veterinari, biologi, chimici, fisici, psicologi, farmacisti e dirigenti delle professioni sanitarie.


Il nodo delle retribuzioni di genere

Tra gli elementi di novità figura anche una disciplina dedicata alla differenza salariale tra uomini e donne. L’articolo 44 stabilisce che aziende ed enti mettano a disposizione delle organizzazioni sindacali i dati sul divario retributivo e che, quando la disparità non trova una motivazione valida, vengano esaminate insieme possibili misure correttive.

La norma recepisce quanto previsto dal decreto legislativo 96 del 2026. L’articolo 45 aggiunge un monitoraggio sull’andamento delle retribuzioni, con una prima verifica programmata per luglio 2027: sarà quello il momento fissato per valutare l’evoluzione delle differenze ancora presenti.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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