Medici a ruolo unico, lo Smi crea una rete nazionale: cosa cambia
Il nuovo coordinamento del Sindacato medici italiani punta a collegare i professionisti e a portare nel confronto sindacale le difficoltà dei diversi territori.
Dare ai medici un canale stabile di confronto con il sindacato e trasformare le loro esperienze quotidiane in proposte operative: è questa la finalità del nuovo organismo dedicato ai professionisti del Ruolo unico. L'iniziativa mira a coinvolgere direttamente chi sta affrontando il cambiamento della medicina generale.
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Più spazio alle voci dei medici
Alessio Crisanti, responsabile del Coordinamento nazionale Ruap dello Smi, ha spiegato che il progetto nasce per rendere più incisiva la partecipazione dei sanitari inseriti nel nuovo assetto convenzionale. Le situazioni vissute negli ambulatori e nei servizi territoriali, insieme alle difficoltà organizzative, dovranno contribuire alla definizione delle posizioni del sindacato.
Secondo Crisanti, il Ruolo Unico non dovrebbe ridursi a una semplice modifica degli accordi contrattuali. La prospettiva indicata è quella di costruire un modello professionale sostenibile, capace di riconoscere il lavoro dei medici e di incidere positivamente sull'assistenza rivolta ai cittadini.
Le differenze regionali restano decisive
Tra i temi che il coordinamento intende seguire ci sono le modalità con cui il Ruolo Unico viene applicato nelle diverse regioni. L'attenzione riguarderà anche l'organizzazione del lavoro e la sostenibilità del debito orario richiesto ai professionisti.
Un ulteriore nodo è rappresentato dall'equilibrio tra l'attività a ciclo di scelta e quella oraria. Il nuovo organismo raccoglierà inoltre le difficoltà emerse nell'attuazione concreta del modello, con l'obiettivo di farle arrivare al confronto sindacale.
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Nasce il coordinamento dello Smi
Il Coordinamento nazionale dello Smi dei Medici a ruolo unico di assistenza primaria, indicato con l'acronimo Ruap, è stato costituito durante il sesto congresso nazionale del Sindacato medici italiani. La struttura vuole mettere in rete le esperienze maturate nei territori e rappresentare in modo unitario le richieste dei medici coinvolti nella riforma.
L'organismo è stato pensato anche come punto di collegamento permanente tra i professionisti e l'organizzazione sindacale. L'intento, ha chiarito Crisanti, è fare in modo che criticità, proposte e condizioni di lavoro contribuiscano concretamente alle future scelte dello Smi.
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