Lilt Toscana, la svolta di Barbieri: «Volontariato in piazze e ospedali»
Il giornalista torna al vertice regionale dopo l’esperienza ad Arezzo e annuncia una squadra orientata alla presenza sul territorio.
Il cambio al vertice della Lilt Regione Toscana segna il ritorno di Andrea Barbieri, che raccoglie il testimone dal professor Eugenio Paci. Medico epidemiologo, Paci ha diretto in passato l’unità operativa di Epidemiologia Clinica e Descrittiva dell’Istituto Ispro di Firenze.
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La nuova squadra prende forma
Barbieri ha già indicato Cristina Squarcialupi come presidente del Comitato d’Onore Regionale. La professionista è presidente di Unoaerre e guida anche Confindustria Orafi a livello nazionale.
Il nuovo presidente regionale ha fatto sapere che presenterà prossimamente l’intero gruppo dirigente. Nel frattempo, il ruolo di vicecoordinatore è stato affidato a Claudio Sottili, conduttore radiofonico e televisivo attivo nella Lilt di Lucca.
Un ritorno dopo l’esperienza ad Arezzo
Giornalista di 59 anni, Barbieri vanta oltre 30 anni di impegno nella Lilt. Dopo aver guidato per diversi anni la struttura toscana e aver presieduto più di recente quella aretina, torna ora alla responsabilità regionale.
Nel suo percorso figura anche la partecipazione al Comitato Scientifico Nazionale presieduto dal professor Umberto Veronesi. La nomina riporta quindi alla guida toscana una figura con una lunga esperienza interna all’associazione.
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Il volontariato al centro del progetto
Barbieri ha collegato il nuovo incarico alla volontà di rafforzare la presenza dei volontari nei luoghi frequentati dalle persone più fragili. «La Lilt Toscana non vivrà nei palazzi, ingessata in stereotipi organizzativi figli di un'altra cultura, ma sulle piazze, negli ospedali, vicino a chi a bisogno», ha dichiarato, spiegando la direzione che intende imprimere all’organizzazione.
Il presidente ha riferito di poter contare sulla condivisione dei 10 presidenti provinciali e ha espresso l’auspicio che anche le istituzioni regionali sostengano il percorso. L’obiettivo indicato è rendere l’attività dell’associazione più vicina alle situazioni di sofferenza e alle comunità locali.
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