La pista non ha età: il caso atletico di Emma Mazzenga
A 93 anni Emma Mazzenga continua ad allenarsi e vincere: il suo corpo è stato studiato da università italiane e statunitensi per capire i segreti di una longevità fuori dal comune
A 93 anni Emma Mazzenga continua a correre tre volte alla settimana e conserva una spinta agonistica intatta. Il suo bilancio nelle categorie master parla di 157 titoli: 11 mondiali, 31 europei e 115 italiani. Una carriera costruita tra velocità, disciplina e una vita sociale molto intensa.
La campionessa è stata ospite del Festival di Salute di Repubblica a Padova, dove ha raccontato il proprio rapporto con la pista. Dopo una prima esperienza sportiva in gioventù, è tornata alle gare dopo il pensionamento, scegliendo ancora oggi le prove da 60, 100 e 200 metri.
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Il corpo di Mazzenga sfida l’età
Le sue prestazioni hanno attirato l’interesse di un gruppo internazionale di studiosi coordinato dalle Università di Pavia e Padova. Alla ricerca hanno partecipato anche l’Università di Parma e i Politecnici di Milano e Torino, con analisi dedicate a muscoli, nervi e ossa della velocista.
I risultati hanno mostrato caratteristiche particolari. Le fibre muscolari di Mazzenga sono state giudicate simili a quelle di una persona sana di 70 anni, mentre circolazione sanguigna e ossigenazione dei muscoli hanno restituito valori paragonabili a quelli di una ventenne. Martino Franchi, docente di Fisiologia all’Università di Padova, ha sottolineato durante l’incontro che l’invecchiamento non procede allo stesso modo per tutti: oltre alla componente genetica, anche la pratica fisica regolare può contribuire a rallentarne i processi.
La gara continua anche fuori pista
Per Mazzenga, tuttavia, correre non è un obbligo né una rinuncia al riposo, ma una scelta personale legata al benessere. A chi le domanda perché continui ad allenarsi, risponde: «A me piace fare così, correre mi fa stare bene e non vedo perché dovrei fermarmi».
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La sua determinazione emerge anche da un episodio rimasto impresso nella memoria: durante una gara si è lanciata verso il traguardo, procurandosi una lussazione alla spalla, ma ha conquistato il titolo europeo per appena tre centesimi. «A volte ci penso ancora e credo proprio che lo rifarei», ha raccontato.
Fuori dall’atletica, la campionessa dedica tempo alla lettura e alle parole crociate, attività che mantengono impegnata la mente. Un altro elemento della sua quotidianità è rappresentato dai rapporti con la comunità: una rete di relazioni che, insieme al movimento, contrasta il rischio di isolamento associato alla terza e alla quarta età.
Dal palco di Padova è arrivato quindi un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani: non interrompere l’attività sportiva e coltivare nel tempo legami sociali solidi. Per Emma Mazzenga, la longevità in salute passa anche da queste abitudini, mentre il numero degli anni non basta a definire ciò che una persona può ancora fare.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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